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Vellucci Primo Sindaco nell’Italia unita: l’omaggio della città nella Casa Comunale

Mitrano: "Sono fiero di poter ricordare in modo duraturo un mio grande predecessore"

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Il Faro on line – La città di Gaeta rende omaggio al suo primo Sindaco nell’Italia unita, Domenico Vellucci. Mercoledì 20 aprile 2016 si è svolta nella Casa Comunale la cerimonia di scoprimento del quadro “Il grande Domenico”, alla presenza del Sindaco Cosmo Mitrano, dei parenti diretti dello storico predecessore, del presidente dell’Associazione Culturale Novecento Antonio Lieto. Si tratta di un’opera fotografica che ritrae il Sindaco Vellucci, eseguita dal suo pronipote Patrizio Vellucci, artista che opera a Milano. Un quadro esposto alla XXIII edizione del Porticato Gaetano nel 2011 che aveva per tema “Centocinquant’anni di Unità difficile”. Con il consenso dell’autore è sembrato opportuno esporlo nel luogo ad esso più appropriato: la Casa comunale.

“Come Sindaco in carica della città di Gaeta – ha dichiarato il Primo Cittadino Mitrano – sono fiero di poter ricordare in modo duraturo, con l’esposizione nella Casa comunale di un’opera fotografica che lo ritrae, un mio grande predecessore. Domenico Vellucci è stato uomo di grandi ideali patriottici e convinto liberale; ha lottato, sofferto e operato per traghettare la sua città dal Regno delle due Sicilie al Regno d’Italia, compito reso ancor più difficile dalle gravi problematiche derivanti da un lungo e sanguinoso assedio. Voglio dunque omaggiare idealmente il Sindaco Vellucci per il suo lodevole operato e per il contributo offerto alla democrazia del nostro Paese. Colgo l’occasione per rivolgere un pensiero di gratitudine a tutti Sindaci che mi hanno preceduto perché ognuno di loro ha aggiunto un tassello, piccolo o grande che sia, alla storia della nostra città”.

“Ringrazio la famiglia Vellucci – ha concluso – per la disponibilità offerta a questa iniziativa ed in particolare il pronipote Patrizio Vellucci, artista affermato che ha eseguito e donato l’opera alla Pinacoteca Comunale; ringrazio infine la direzione della Pinacoteca,e per essa l’Associazione Culturale Novecento, dalla quale è partita l’idea di esporre il ritratto del “Grande Domenico” nel Palazzo comunale, da me condivisa”. “Proseguendo nella ricerca su eminenti personaggi gaetani – ha affermato il Presidente Lieto – che rischiavano l’oblio, dovuto senz’altro al tempo che sbiadisce i ricordi ma anche, e soprattutto, all’indifferenza degli uomini che facilmente dimenticano, vogliamo ricordare Domenico Vellucci, primo Sindaco di Gaeta dopo l’Unità”.

Un importante lavoro di ricerca storica, svolto dal Centro Storico Culturale in collaborazione con l’Associazione Novecento, ha preceduto l’omaggio nella Casa Comunale. Le notizie raccolte hanno portato alla stampa di una brochure di cui riportiamo alcuni brevi passaggi:  “Nasce a Gaeta il 6 agosto 1816. Si laurea in farmacia presso l’Università di Napoli ed esercita la professione a Gaeta nell’attuale Via Annunziata, allora unica farmacia di Gaeta (dopo Vellucci, farmacia Porcellati e poi Falvo prima di essere chiusa). Di animo liberale, sin da giovane è impegnato per la conquista delle libertà civili e soprattutto di pensiero; non di rado, sebbene rivesta per anni cariche pubbliche nel governo cittadino, entra in conflitto con il sistema governativo assolutista dei Borbone”.

“Domenico Vellucci ricopre cariche pubbliche: dal 1846 al 1853 è Decurione e dal 1861 al 1869 è Sindaco di Gaeta, il primo del Regno d’Italia. Vellucci viene nominato Sindaco il 22 maggio 1861 da Vittorio Emanuele II per le sue doti morali, per il suo senso civico. Esercita la sua funzione di Sindaco per ben tre mandati consecutivi con onestà e laboriosità tanto da meritarsi encomi ufficiali da parte di alte cariche civili e militari del nuovo Stato unitario per il modo in cui affronta difficili momenti per la popolazione gaetana. Durante i suoi tre mandati risultano di particolare importanza il rilancio della istruzione pubblica nella quale egli intravede il volano per la rinascita e lo sviluppo della città, la strenua lotta contro la ventilata soppressione della secolare Diocesi di Gaeta, le misure igienico-urbanistiche del Borgo con il colmamento del Mandracchio e la risistemazione dei suoi vicoli interni, l’affermazione della volontà dell’Amministrazione comunale di istituire una linea ferroviaria per evitare alla città l’isolamento geografico e commerciale”.

“Come si vede, tutte misure che in quel momento storico, in ogni caso epocale e difficile per Gaeta, fanno intravedere un progetto di pianificazione che abbraccia gli aspetti fondamentali per lo sviluppo della città: cultura, sanità e commercio, oltre a garantire e conservare il prestigio della sua sede vescovile, fonte essa stessa di fede e cultura”.

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