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Passoscuro, là dove la sabbia dà problemi di abbondanza

Il ripascimento morbido consiste nel trattenere la sabbia il più vicino possibile al bagnasciuga con delle reti frangivento

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Il Faro on line – L’idea del ripascimento morbido in auge fino a 30 anni fa, è ormai passata di moda anche nel lessico di chi vede erodere sempre più le spiagge del nostro litorale.  Dove tuttavia non è raro vedere cumuli di sabbia che invadono la strada o impediscono un corretto uso della pista ciclabile.

Il ripascimento morbido consiste nel trattenere la sabbia il più vicino possibile al bagnasciuga con delle reti frangivento, come già fanno molti stabilimenti balneari, per evitare che il vento la accumuli a ridosso delle strutture e l’anno successivo devono rispianarla con la ruspa.

A Passoscuro, dove non esiste il fenomeno dell’erosione, anzi la spiaggia è in continuo accrescimento, il sistema, oltre a far accrescere la spiaggia ancora di più, farebbe risparmiare  certamente molto di quel danaro che ogni primavere il Comune di Fiumicino spende per spianare con la ruspa i cumuli di sabbia accumulata dal vento in una diecina di tratti di spiaggia ancora libera. Difatti in via Ghilarza, all’angolo di via Tissi, si osserva che d’inverno la sabbia supera il muretto di contenimento e raggiunge piazza Villacidro e via Ussana. 

Basta osservare il livello della sabbia nel vicino stabilimento balneare Arcobaleno che, grazie alle reti frangivento posizionate dal gestore a fine estate, risulta un metro più in basso. E, se la sabbia della spiaggia libera, ora spianata solo sommariamente, fosse abbassata a livello dello stabilimento, la spiaggia si accrescerebbe di oltre 5 mt.  Anche in molti tratti di via Carbonia, dalle spiagge libere la sabbia invade la strada. Il fenomeno deriva da un’errata impostazione dei varchi, che non tiene conto della direzione e dell’intensità dei venti prevalenti di ponente che spingono la sabbia asciutta fin sulla strada. Mentre se orientati al contrario, con lo scirocco la sabbia non si sposterebbe.

La prova più lampante è data dalla sabbia che si accumula in fondo a via Dolianova sotto il recinto dell’Opera Don Guanella, dove il livello di campagna all’interno del recinto e due meri più in basso della sabbia che ogni anno viene spianata e puntualmente vi ritorna l’inverno successivo.E il ciclo si ripete, con aggravio per le tasche pubbliche.

Nicola De Matteo

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