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Lipu: “Progetto Anas a forte impatto ambientale”

Le associazioni al Ministero dell'Ambiente: progetto non sostenibile

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Il Faro on line – “In occasione della Conferenza dei Servizi convocata lo scorso 28 aprile le Associazioni Wwf, Lipu-Birdlife, Man, Altura, Ornise Sropu chiedono alla Commissione del Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare di valutare con attenzione le criticità del progetto preliminare della tratta Monte Romano Est – Civitavecchia, un progetto a forte impatto ambientale presentato dalla società Anas S.p.A. Nella Valutazione di Impatto Ambientale il tracciato proposto presenta gravi criticità che non sono state né adeguatamente illustrate né sufficientemente esaminate. Le osservazioni presentate il 2 settembre 2015 dalle associazioni nazionali hanno evidenziato come, il documento denominato “Studio di Incidenza” che accompagna il progetto, è in realtà un semplice “Screening”, quindi non rispetta le linee guida dell’Ue per l’attuazione della Direttiva Habitat e Uccelli” – lo dichiarano in una nota le associazioni ambientaliste.

“Le stesse Associazioni – prosegue la nota – hanno sottolineato il fatto che, sebbene il progetto rientri tra le opere cosiddette prioritarie per l’Unione Europea (Ten, ciò non esime in alcun modo dal rispetto delle procedure previste dalla stessa UE per i siti della rete Natura 2000. La “documentazione integrativa” che Anas ha presentato il 19/02/2016, avrebbe dovuto dare delle risposte alle gravi mancanze del progetto presentato. Purtroppo, invece, le 23 pagine presentate da Anas non aggiungono di fatto alcunché né tantomeno forniscono adeguata risposta alle osservazioni presentate dalle Associazioni. Pertanto le scriventi Associazioni continuano a ritenere assolutamente non ammissibile che un progetto di tale portata sia accompagnato da studi che lo assolvono senza alcuna certezza scientifica, in spregio del principio di precauzione e di prevenzione, dagli obblighi di tutela della Rete Natura 2000″.

“Si tenga, infatti, conto che l’opera consiste in 18 km di tracciato stradale a due carreggiate, con viadotti e, in fase di esercizio, con transito di migliaia di macchine in una delle aree più intatte d’Italia, unica nel Lazio per diverse specie animali di interesse comunitario, quali il falco Grillaio (Falco naumanni), il Nibbio reale (Milvus milvus) e l’Albanella minore (Circus Pygargus) ma anche alcuni rari e protetti passeriformi. Tra le ragioni per le quali si ritiene che il tracciato verde del progetto preliminare non debba essere realizzato vi è la necessità di tutelare il Sito di Importanza Comunitaria IT6010035 ‘Fiume Mignone (basso corso)’ e la Zona di Protezione Speciale IT6030005 ‘Comprensorio Tolfetano-Cerite-Manziate’. Inoltre, il tracciato proposto si sviluppa in prossimità di un fiume e della sua piana alluvionale e, nonostante i previsti interventi di mitigazione, risulta difficile quantificare i danni e i costi derivanti dalle possibili inondazioni, gli smottamenti e le frane nonché garantire la sicurezza delle infrastrutture e dei terreni agricoli circostanti, essendo questa ‘un’ampia area di esondazione…”.

“La variante provocherebbe la frammentazione del territorio e l’interruzione dei corridoi ecologici. Questo porterebbe conseguentemente ad un’irreversibile deterioramento del territorio e determinerebbe l’ennesimo imprevidente consumo del suolo, inteso sia come perdita di una risorsa ambientale primaria per la biodiversità dell’area, dalla quale dipendono specie vegetali e animali, sia come sottrazione di un’area agricola di pregio in termini di economia locale e regionale. In conclusione, si chiede – affermano le Associazioni – che vengano valutate alternative al tracciato, così come previsto dalla Direttiva Habitat, al fine di evitare danni ai siti della rete Natura 2000, nonché aree di pregio paesaggistico ed economico” – conclude la nota.

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