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Aeroporto, pistola elettrica in dotazione alla polizia di frontiera

 in corso la sperimentazione del "Taser"

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Il Faro on line – Il Dipartimento della Pubblica sicurezza ha costituito un gruppo di lavoro interforze – di cui fanno parte anche esperti del ministero della Salute, dell’Istituto superiore di Sanità, dell’Enea e del Banco nazionale di prova per le armi – per avviare la sperimentazione del ‘Taser’, la pistola elettrica che potrebbe essere data in dotazione agli agenti. A fare il punto della situazione sulle sperimentazioni da avviare e quelle già in atto è una circolare del Viminale trasmessa ai sindacati. Per quanto concerne la pistola elettrica, nella circolare si sottolinea che l’obiettivo finale è quello di «garantire la sicurezza dell’operatore di polizia e quello della persona che potenzialmente potrebbe essere attinta».

Il compito del gruppo di lavoro è quello di individuare il modello di pistola da sperimentare e di analizzare tutti gli aspetti legati all’utilizzo del Taser. Tra i test che dovranno essere eseguiti, delle «prove sperimentali su impianti pacemaker e defribillatori», l’acquisizione di tutte le informazioni sugli effetti «immediati e ritardati prodotti dalle scariche elettriche sul corpo umano», le prove balistiche «per la misurazioni delle energie cinetiche di impatto sviluppate dai dardi e le relative penetrazioni».

E’ già in corso, invece, la sperimentazione delle fasce di velcro, uno «strumento di coercizione alternativo o ausiliario alle manette per assolvere a funzioni di contenimento o per esigenze di soccorso pubblico» che potrà essere utilizzato, ad esempio, nel rimpatrio dei migranti. Si tratta di un dispositivo che consente di bloccare polsi, braccia o gambe di una persona. I sei mesi di sperimentazione – per il personale delle questure di Milano, Torino e Roma, per quello dell’ufficio di prevenzione e soccorso pubblico delle questure di Napoli e Ferrara e per la polizia di Frontiera di Fiumicino, Linate e Malpensa – sono ancora in corso e si concluderanno a luglio.

E’, infine, terminata, con esito «complessivamente positivo», la sperimentazione delle bodycam sulle divise degli agenti, che ha interessato le questure di Torino, Milano, Roma e Napoli e le sezioni della polizia stradale delle quattro province. Tutti gli aspetti relativi all’uso delle telecamere, dice la circolare inviata ai sindacati, «sono stati sottoposti e validati dal Garante per la privacy» e il Dipartimento attende ora la relazione finale da parte del servizio controllo del territorio.

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