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Lavoratori di Ingrande in sciopero: “Non siamo numeri, siamo persone”

I lavoratori: “Ci dispiace per i disagi subiti dalla clientela, ma siamo costretti a queste forme di lotta per rivendicare un diritto sacrosanto, quello al lavoro"

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Il Faro on line – Sciopero a singhiozzo ieri mattina e ieri pomeriggio, 5 maggio 2016, nel supermercato Ingrande di Tarquinia, dove i 19 lavoratori che rischiano seriamente di perdere il posto di lavoro hanno incrociato le braccia, bloccando la svendita dei prodotti.
Infatti, la società proprietaria, Distribuzione Roma Coop, stamattina ha avviato i saldi del 50% su tutti gli articoli presenti sugli scaffali. Ovviamente gli acquirenti non sono mancati, con carrelli stracolmi di merce in fila alle casse, ma i dipendenti alle 10.30 sono scesi in sciopero, bloccando le vendite per un paio di ore. Analogo stop nel pomeriggio.

“Ci dispiace per i disagi subiti dalla clientela – dicono i lavoratori – ma siamo costretti a queste forme di lotta per rivendicare un diritto sacrosanto, quello al lavoro. Forse per qualcuno siamo numeri, noi invece siamo delle persone, dei lavoratori che hanno una dignità da difendere.”

Ma come si è giunti a questa situazione? Lo spiegano i dipendenti, in un’improvvisata conferenza stampa davanti al supermercato,  mostrando grafici e dati inoppugnabili.
“Il supermercato – dicono – fatturava 10-12 milioni di euro l’anno. Con il cambio di proprietà è stato lentamente depotenziato e non siamo stati più competitivi. Abbiamo subito un crollo delle vendite perdendo oltre il 70% degli incassi”. Da qui a dichiarare la chiusura il passo è stato breve. “Ci hanno presi in giro – continuano i 19 dipendenti – il 29 settembre 2015 ci dissero che il supermercato non chiudeva e anzi, che sarebbe stato rilanciato sotto un altro marchio. Anche nell’incontro in Prefettura il 14 gennaio scorso c’era stato assicurato che saremmo stati ricollocati. Invece è arrivata la messa in mobilità e l’annuncio della chiusura definitiva. Noi abbiamo dato la massima disponibilità a essere reimpiegati altrove, pur di continuare a lavorare e sfamare le nostre famiglie.”

I lavoratori non mollano e attendono gli esiti di altri incontri: il 13 maggio a Roma, il 20 maggio il tavolo in Provincia. La speranza è che Distribuzione Roma Coop, società partecipata da Nova Coop, Coop Lombardia, Coop Liguria, Unicoop Tirreno e con socio di maggioranza Alleanza Coop 3.0, ritorni sui suoi passi e li reimpieghi in altri punti vendita, che sul territorio non mancano.

Intanto, i sindacati e le associazioni che stanno seguendo la vicenda, si domandano che fine abbia fatto l’esposto, inviato il 23 febbraio scorso all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nel quale si segnalava tra l’altro “che nei volantini usciti lo stesso giorno” erano presenti “prodotti della stessa marca che ad Ingrande costavano molto di più che nei negozi delle cooperative, con destabilizzazione dei clienti e soci in quanto i due punti vendita sono distanti tra loro circa 200 metri.”

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