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Moreschi: “Piscine di Lodi e Parco della Madonnetta. Due pesi e due misure”

Il candidato (Lista Fassina): "La Proposta di delibera d’iniziativa popolare è il migliore strumento per salvaguardare il Parco"

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Il Faro on line – “E’ di questi giorni la notizia del Sindaco di Lodi in carcere con l’accusa di turbativa d’asta per aver pilotato un bando attinente l’assegnazione di impianti sportivi. Nel 2005 l’amministrazione di Lodi decide di dotare la città di due piscine. Per la costruzione sceglie di ricorrere allo strumento del project financing, grazie al quale i privati ottennero dal comune una concessione di 35anni, una fidejussione di 13.600.000 euro per la realizzazione del progetto e un contributo annuo di 300.000 euro per tutta la durata della concessione, affinché le tariffe del centro sportivo fossero accessibili anche alle classi sociali meno abbienti.

Ben presto le piscine entrarono in crisi ed il comune, agendo nel pieno rispetto del codice sugli appalti pubblici, intervenne consentendo la ristrutturazione del piano di ammortamento e salvaguardando l’interesse pubblico delle stesse. Fino all’epilogo di questa esperienza,che ha portato giustamente ad indagini e arresti, fu applicata a pieno la normativa prevista per gli appalti pubblici.

Esiste un’altra realta, a noi piu vicina, che non ha avuto la fortuna di incontrare lungo il proprio percorso amministrazioni capaci di tutelare con giudizio e nel pieno rispetto della legalità, beni di pubblico interesse. Con i suoi Ventuno ettari di verde fruibile gratuitamente dai cittadini ed un rapporto tra superfici lucrative e verde pubblico da fare invidia alle piu moderne capitali europee, ilparco della Madonnetta è costato 11.700.000€ dei quali 2.000.000€ di autofinanziamento e 9.700.000€ di mutuo garantito da fidejussione comunale.

Nonostante per la sola manutenzione del verde fosse prevista una spesa annua di 264.000€, le tariffe del moderno centro sportivo, per scelta del concessionario, furono adatte a soddisfare i bisogni di un quadrante periferico di roma, vessato da percentuali di disoccupazione, specialmente giovanile, ben superiori alla media romana e nazionale.

Il comune di Roma non riconobbe l’impegno del concessionario e, contrariamente a Lodi, non era previsto contributo alcuno al sostentamento delle strutture. Nonostante ciò, il parco assunse in pochissimo tempo una funzione sociale ottemperando alle priorità previste dalla legge in materia di appalti.
Il progressivo abbandono del parco da parte delle amministrazioni comportò una crisi alla quale il concessionario rispose, come a Lodi, con la richiesta di revisione del piano economico finanziario, strumento ancora una volta previsto dalla giurisprudenza dal momento in cui una sentenza del TAR ribadisce che la Madonnetta è concessione di lavori pubblici.

Ancora una volta le amministrazioni non riconoscono questo diritto comportando il giustificato timore dei cittadini, alla luce del Parere ANAC che dipinge abusivismo e cementificazioni come atteggiamento diffuso nei punti verdi qualità, che il parco possa essere partizionato ed affidato ad altri privati con altri modelli di gestione diversa da quella portata avanti da Andrea Ciabocco.

La Proposta di delibera d’iniziativa popolare, che ad oggi reputo il migliore strumento per salvaguardare il Parco, rappresenta per i cittadini un sacrificio: dodicimila persone hanno testimoniato con la propria firma la disponibilita a rinunciare a parte delle strutture per poter continuare a fuire in futuro del parco cosi com’è stato dalla sua nascita ad oggi.

Tutto questo si sarebbe potuto evitare se solo le amministrazioni avessero applicato la legge piuttosto che punire conl’abbandono migliaia di cittadini ed interi quartieri di Roma” – comunicato di Lorenzo Moreschi, candidato della Lista Civica per Fassina.

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