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Nasce il comitato per il referendum costituzionale

Califano: "L’obiettivo del comitato è quello di cogliere fare una capillare campagna porta per porta per far conoscere i contenuti di questa importante riforma"

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Il Faro on line – A Fiumicino nasce il comitato per il “sì” al referendum costituzionale. La campagna per il referendum di ottobre è ufficialmente iniziata. Sui territori si inizia a lavorare per spiegare i motivi del sì e le caratteristiche della riforma. A coordinare il comitato a Fiumicino sarà Michela Califano, Presidente del Consiglio Comunale e, in considerazione della particolarità del nostro territorio, il capogruppo PD Emilio Patriarca e la Consigliera Comunale Alessandra Vona saranno i referenti per l’area Sud e l’area Nord del Comune.

“L’obiettivo del comitato – dichiara Michela Califano – è quello di cogliere l’idea lanciata dal nostro premier Matteo Renzi e fare una capillare campagna porta per porta per far conoscere i contenuti di questa importante riforma”.

“Per quanto riguarda le adesioni – spiega Califano – al momento è possibile e contattare il comitato scrivendo a fiumicinoperilsi@gmail.com. Stiamo organizzando una struttura e una organizzazione efficace e invitiamo chiunque vorrà dare una mano a contattarci.
E’ Importante iniziare questo lavoro perché siamo consapevoli che ci sarà tanto da fare per illustrare la riforma e spiegare le ragioni del sì alle persone. Dovremo davvero andare porta per porta, casa per casa”.

La riforma abolisce il sistema del bicameralismo perfetto e disegna la nuova natura del Senato. Il numero dei senatori passa da 315 a 100, ovvero 74 consiglieri regionali, 21 sindaci, 5 senatori nominati dal capo dello Stato per 7 anni.

Il Senato non avrà più il potere di dare o togliere la fiducia al governo, che sarà una prerogativa della Camera.

Il Senato si occuperà di enti locali italiani e anche di Europa. Avrà poi il ruolo di controllore delle politiche pubbliche e di controllo sulla Pubblica Amministrazione. Per l’elezione del presidente della Repubblica cambia il quorum, non basterà più la metà più uno degli elettori, ma serviranno i due terzi per i primi scrutini, poi i tre quinti, dal settimo scrutinio saranno necessari i tre quinti dei votanti.

L’effetto più importante sarà che l’approvazione delle leggi diventerà quasi sempre prerogativa della Camera, con il risultato che l’iter sarà molto più rapido. Il governo avrà una corsia preferenziale per i suoi provvedimenti, la Camera dovrà metterli in votazione entro 70 giorni.

Inoltre, con la riforma del Titolo V della Costituzione viene rovesciato il sistema per distinguere le competenze dello Stato da quelle delle regioni. Sarà lo Stato a delimitare la sua competenza esclusiva (politica estera, immigrazione, rapporti con la chiesa, difesa, moneta, burocrazia, ordine pubblico, ecc.).

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