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Se il Parco della Madonnetta fosse a Lodi….

Ciabocco: "A Lodi il Pd è efficiente a Roma aveva qualcos'altro a cui pensare"

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Il faro on line – “E’ di ieri la notizia dell’arresto del Sindaco di Lodi per fatti riguardanti l’appalto del servizio di gestione di 2 piscine scoperte. Cercando di comprendere l’accaduto ho scoperto alcune cose interessanti per la vicenda del Parco della Madonnetta.
Nel 2005 l’allora Sindaco che oggi è Vicesegretario Nazionale del Pd decide di dotare Lodi di una piscina coperta. Per la realizzazione viene usato lo strumento del project financing e cioè investimento privato e gestione al privato per 35 anni per rientrare dell’investimento. In realtá il privato fruirà della fidejussione del Comune per i 13.600.000€ del costo dell’opera. Poichè il Comune voleva che fossero applicate tariffe “sociali” stanzia anche un contributo annuale di 300.000€ per i 35 anni della concessione. I lavori finiscono e nel 2012 la piscina entra in funzione ma in breve tempo va in crisi economico/finanziaria. Nel 2015 la banca che aveva erogato il mutuo concede una ristrutturazione del piano di ammortamento per consentire il riequilibrio economico/finanziario” – lo dichira in una nota andrea Ciabocco.

“Nonostante ciò – prosegue la nota – la gestione ha difficoltá finanziarie e allora il Sindaco di oggi decide, secondo gli inquirenti, di pilotare il bando per l’assegnazione delle 2 piscine scoperte alla società già concessionaria della piscina coperta per “aiutarli” nuovamente nel riequilibrio economico/finanziario.
Paragonare tutto questo alle vicende del parco è grottesco.
Abbiamo costruito un parco di 21 ettari con piscina, campi da calcetto e calciotto, 2 strutture coperte, muro di arrampicata sportiva, 6 campi da tennis, 2 asili, vivaio, ristorante e bar con 11.700.000€ dei quali 2.000.000€ di autofinanziamento e 9.700.000€ di mutuo garantito da fidejussione comunale. Nessun contributo per garantire servizi pubblici e un onere di manutenzione del verde di 264.000€ annui. 21 ettari di parco fruibile e gratuito non sono un servizio pubblico degno di essere considerato”.

“Abbiamo richiesto la revisione del piano economico/finanziario ma mai ci è stata accordata nonostante il Tar del Lazio ci avesse riconosciuto come “Concessione di lavori pubblici” e il diritto soggettivo al riequilibrio del piano economico/finanziario.
A Lodi la politica si è adoperata per cercare di ristabilire il piano economico/finanziario fino ai fatti odierni oggetto di indagini della magistratura. A Roma la politica ha solo promesso. A Lodi viene indagato il Sindaco che dichiara di aver “turbato” il bando per risolvere il problema della fallimentare gestione della piscina. A Roma i politici non sono neanche riusciti a comprendere la natura dei Punti Verdi Qualità. A Lodi hanno applicato la legge fino all’ultimo bando incriminato.
Magari fossimo stati a Lodi. Con 300.000€ di contributo annuale non saremmo mai andati in crisi economica.
Magari fossimo stati a Lodi, ci avrebbero allungato il piano di ammortamento del mutuo”.

“È mai possibile – continua Ciabocco – una così macroscopica diversa interpretazione della legge?
A Lodi hanno applicato il Codice degli Appalti. A Roma neanche per idea. A Lodi va in carcere il Sindaco. A Roma dopo il parere dell’Anac dove viene accertato che negli anni l’Amministrazione Comunale è stata capace di fare tutto e il contrario di tutto senza applicare il Codice degli Appalti non accade nulla a chi si è macchiato di inefficienza e esercizio di potere senza senso di responsabilità.
Chi pagherà, a Roma, i danni erariali causati dal mancato intervento sui piani economici/finanziari?
Se la Madonnetta invece di essere ad Acilia fosse stata a Roma Centro avrei avuto molti meno problemi, ho sempre pensato in questi anni poichè tra il centro e la periferia c’è una differenza di tariffe del 30\40%. Oggi mi tocca dire….magari la Madonnetta fosse a Lodi…”

“Oggi mi viene da pensare che l’ottusità della politica e dell’amministrazione non ha nulla a che vedere con l’ottusità. Oggi mi viene da pensare che dietro l’ignoranza della legge ci sia qualcosa di diverso.
Oggi mi viene da dire che l’agire irresponsabile rimene troppo spesso impunito. Oggi mi viene da dire che uno Stato dove dirigenti comunali sono liberi di non applicare le leggi e di esercitare il potere nelle loro mani senza nessun controllo non è uno Stato giusto. Oggi mi viene da dire che uno Stato in mano a politici irresponsabili non è uno Stato in cui mi riconosco” – conclude Ciabocco.

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