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Entroterra X Municipio: emergenza aree verdi attrezzate

Moreschi: "Ritengo che lo stato di degrado e abbandono in cui versano i restanti parchi pubblici rendano complici le amministrazioni"

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Il Faro on line – “Con l’incendio che ha portato alla distruzione le giostre del parco Manzu di acilia,sale a due il numero di aree verdi attrezzate vandalizzate in pochi mesi e non più utilizzabili nell’entroterra del X Municipio. Nel condannare fermamente questi vili atti, ritengo che lo stato di degrado e abbandono in cui versano i restanti parchi pubblici rendano complici le amministrazioni della perdita di spazi, partendo dall’assenza di illuminazione notturna arrivando alla manutenzione del verde e passando per la raccolta dei rifiuti. Come dimostrato da recenti studi di settore, infrastrutture verdi come i parchi giochi hanno un ruolo fondamentale nel migliorare la qualità di vita dei cittadini ed invece di perseguire il benessere dei bambini,che impegnerebbero il loro tempo libero giocando all’aria aperta,si abbandonano al degrado spazi con potenzialità eccezionali in un territorio caratterizzato da una rete di spazi verdi diffusi che ancora resistono al cemento e che potrebbero essere sfruttati al servizio della cittadinanza per molteplici attività” – lo dichiara in una nota Lorenzo Moreschi della Lista Civica per Fassina sindaco.

“E’ il caso del Parco della Madonnetta, rimasta forse l’ultima area verde attrezzata dell’entroterra fruibile liberamente e in sicurezza. Da quando il vuoto creato dal comune di Roma ha lasciato di fatto il concessionario solo nel gestire i molteplici aspetti nella manutenzione del parco, si sono verificati già diversi atti vandalici tra cui l’abbattimento,l’avvelenamento e lo sradicamento di piante ed alberi di pregio e l’abbandono di rifiuti,prontamente smaltiti dal concessionario stesso. La funzione sociale del Parco, che per il comune sarebbe dovuta essere la principale fonte di interesse secondo il regolamento vigente in materia, non è mai stata considerata nell’agire delle istituzioni che, sorde, devono ancora delle risposte democratiche alle dodicimila persone che hanno presentato la proposta di delibera di iniziativa popolare in difesa del Parco. Prima che sia troppo tardi, è indispensabile invertire la rotta ed aprire processi partecipativi che vedano i cittadini ascoltati e coinvolti nella pianificazione dei territori” – conclude Moreschi.

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