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Vincoli sul territorio, il mistero dei documenti negati

I cittadini puntano il dito contro Ab Tevere, Ardis, Consorzio di Bonifica e Regione Lazio. Raffica di ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato

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Il Faro on line – Di iniziative, ricorsi, appelli al Tar, richieste di chiarimenti, interpelli ce ne sono tanti che stanno seguendo il tortuoso iter burocratico-giuridico, ma ci sono alcune zone d’ombra ingiustificabili e inquietanti che riguardano la storia infinita dei terreni considerati edificabili dal Piano regolatore ma inedificabili perché sottoposti a vincolo. Sono quelle degli Atti amministrativi dei quali è stata richiesta copia – in particolare dal  Comitato Spontaneo Isola Sacra – ma che non vengono consegnati ai cittadini.
Prendiamo ad esempio il ricorso di accesso agli atti per il rischio idrogeologico, la presenza di gas endogeni e ma manutenzione dei canali e delle idrovore. Fu fatto nel 2014, ed avendo i residenti voce in capitolo in quanto costretti a pagare tasse inutilmente proprio in virtù di questi rischi, si pensava fosse automatico avere copia dei documenti.

La domanda fu fatta addirittura nell’ottobre 2014, ma il Tar l’ha rigettata in quanto – secondo i giudici – i residenti non hanno titolo a chiedere spiegazioni (sulla  propria vita, aggiungerei con un filo di polemica). Fastto sta che si è reso necessario un ricorso al Consiglio di Stato. Stessa storia per avere riscontro del contratto firmato dalla Regione Lazio. Anche in questo caso si è reso necessario ricorrere al Tar per avere accesso agli atti. Anche peravere contezza delle indagini suppletive e degli esiti delle informazioni ambientali la trafila è stata sostanzialemte uguale: difficoltà enormi per ottenre i documenti, resistenze e necessità di adire le vie legali per ottenere una copia di tutto.

Altro che trasparenza, altro che Stato al Servizio del cittadino: qualunque mossa si cerchi di fare (con Ab Tevere, Ardis, Consorzio di Bonifica, Regione Lazio) c’è sempre qualcosa che la blocca. L’interpretazione di una norma, quando va bene, l’omertà amministrativa quando va male. Ai cittadini viene chiesto soltanto di pagare, e in silenzio.
Quasi fosse una colpa “disturbare il manovratore”. Accade a tutti i livelli, e ci vuole l’avvocato (quando ce la fa) per bypassare gli ostacoli. Una situazione indegna di un Paese che voglia definirsi civile, uno schiaffo alle legittime aspettative dei cittadini di conoscere le carte che disegnano il proprio destino.

Angelo Perfetti

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