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Continuano le indagini della Guardia Costiera sulla moria di pesci alla Frasca

L'assessore Manuedda: “Seguiamo con grande attenzione la vicenda. Confermiamo il sostegno del Comune alle attività di indagine in corso"

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Il Faro on line – Proseguono le quotidiane attività di indagine della Capitaneria di porto di Civitavecchia sul circoscritto episodio di moria di pesci verificatosi nei giorni scorsi alla Frasca.Il personale della Guardia Costiera, oltre a monitorare quotidianamente il tratto di mare e di arenile interessato non intende escludere alcuna ipotesi al fine di risalire con certezza alle cause del fenomeno, ed i controlli effettuati fino ad ora consentono comunque di restringere progressivamente il cerchio delle ipotesi investigative.
All’esito delle mirate ispezioni subacquee disposte, si è infatti esclusa l’eventualità che la morte degli esemplari ittici possa essere riconducibile a condotte criminose di pesca abusiva, sia con riferimento all’uso di materiale di tipo esplosivo  che all’illecito utilizzo di reti nei bassi fondali interessati.

Le attività della Capitaneria, che è in costante contatto con il Comune di Civitavecchia ed in particolare con l’Assessorato all’Ambiente,  proseguono dunque con ulteriori accertamenti a 360 gradi per scoprire le reali cause della possibile alterazione dell’ecosistema marino nella zona interessata, che potranno essere confermate dai risultati delle analisi effettuate congiuntamente all’Arpa, attesi per i prossimi giorni. I valori riscontrati, unitamente alle risultanze delle ispezioni condotte sugli insediamenti e gli scarichi presenti nell’area, dovrebbero consentire di poter a breve comprendere cosa sia realmente accaduto alla Frasca.

L’assessore all’Ambiente, Alessandro Manuedda: “Stiamo seguendo con grande attenzione la vicenda dell’importante moria di pesci verificatasi alla Frasca. Ringrazio la Capitaneria di Porto per la disponibilità e per lo spirito di collaborazione che consente il costante scambio di informazioni, come avvenuto nel caso della riunione alla quale ho partecipato proprio questa mattina.
 
L’impossibilità,  comunicata dalla ASL, di eseguire gli esami sui pesci a causa dell’avanzato stato di decomposizione rende indubbiamente più complessa la ricerca della causa.
In ogni caso, i controlli eseguiti dalla Guardia Costiera, sia quelli subacquei che quelli effettuati sugli scarichi e sugli insediamenti presenti nell’area della Frasca, hanno consentito di restringere il campo delle ipotesi, escludendo che si possa trattare di danni collegati alla pesca di frodo. Attendiamo, comunque, a breve i risultati delle analisi da parte di Arpa.
 
Peraltro stiamo parlando di un tratto di mare e di un habitat preziosi e meritevoli di particolare tutela come conferma la presenza del Sito di Interesse Comunitario per il quale la Regione Lazio ha appena pubblicato la bozza delle misure di conservazione, disponibile per eventuali osservazioni anche sull’albo pretorio online del Comune. La vicinanza del porto, delle centrali elettriche e di altri scarichi costituisce un importante elemento di pressione e di rischio ambientale che va attentamente valutato.
 
Il fatto che si sia trattato di un singolo episodio di inquinamento non ne sminuisce la gravità. In questo senso, confermiamo il sostegno del Comune alle attività di indagine in corso e auspichiamo che si possa giungere presto all’individuazione della causa e delle eventuali responsabilità”.

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