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“Gli schiaffi dell’Amministrazione ci fanno più male di quelli reali”

La dichiarazione del gruppo "Salviamo la Pineta" sugli accadimenti del primo maggio scorso

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Il Faro on line – “Il consiglio comunale del 10 maggio, convocato per condannare i fatti di cui siamo stati vittime è stato uno squallido spettacolo ed un nulla di fatto. Il governo cittadino da cui ci aspettavamo di essere rincuorati e difesi ha fatto mancare il numero legale ed ha persino messo in discussione la nostra sincerità e le nostre intenzioni. Agli amministratori di Anzio non è bastato quello che gli abbiamo rifetito su botte, gazebo e cellulari rotti, minacce ed intimidazioni. Per loro era necessaria “una relazione delle forze dell’ordine” (ma quando mai?), c’erano “troppi se e troppi ma” e non “è chiaro chi ha ragione”, hanno insinuato che noi vogliamo impadronirci della pineta per trarne profitto e che ponendo certe domande ai cittadini, sulle concessioni di suolo pubblico a privati, abbiamo “provocato” e forse meritato certe reazioni.Qualcuno, davvero pochi ed a cui va il nostro grazie, ha tentato di spiegare che occorreva difendere non noi ma il diritto alla sicurezza, alla legalità ed alla libertà. Ma anche a quei pochi e anche nel consiglio comunale è stato impedito di esprimersi e leggere il documento che proponevano. Così niente è stato letto, niente è stato votato ed il velo pietoso potrà coprire la vergogna a cui abbiamo assistito.Questo clima ed il tenore delle parole subite in un momento cosi difficile hanno un suono sinistro che ci sorprende ed allarma molto più delle botte prese dai mascalzoni.L’Amministrazione che ci volge le spalle sa bene chi siamo; siamo quei cittadini, spesso molto anziani ma entusiasti, che in questi ultimi due anni le hanno offerto “gratuitamente” ogni possibile collaborazione e grazie ai quali la pineta è tornata a vivere; siamo quelli che hanno collaborato per cominciare a debellare l’epidemia che fa morire gli alberi, siamo quelli che hanno ideato la Giornata dell’Albero e collaborato per portare gli scolari in pineta, siamo quelli che si sono rimboccati le maniche ed hanno raccolto, vetri, immodizia e siringhe; siamo quelli che si sono autotassati per comprare decine alberi da far piantare ai bambini. Certo siamo anche quelli che, quando è servito, hanno fatto esposti e segnalazioni perchè le regole fossero rispettate e la pineta smettesse di significare: abuso, degrado, droga, prostituzione e delinquenza.Forse abbiamo fatto più di quanto volevamo fare; non era nostra intenzione minacciare gli interessi di qualcuno specie se leggittimi, noi volevamo solo una pineta agibile per i nostri figli e nipoti. Oggi siamo quelli isolati in un silenzio assordante nonostante la violenza subita com’è chiaro non riguardi solo noi. Ringraziamo sentitamente le tante persone ed organizzazioni che con sincerità ci sono vicine e ci hanno dimostrato fattiva solidarietà, ma prendiamo atto che tra loro non ha voluto esserci il Consiglio Comunale di Anzio”.

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