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Cozzolino: “Senza memoria non c’è futuro”

Il Sindaco: "Il 14 maggio del 1943 segnò la storia di Civitavecchia"

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Il Faro on line – “Il 14 maggio del 1943 decretò una svolta senza ritorno nella storia millenaria di Civitavecchia. Quel devastante bombardamento, e i successivi 86, che complessivamente distrussero il 95% della struttura urbana e mietuto vittime, in numero tale da farci guadagnare il tristissimo primato di scalo più danneggiato della seconda guerra mondiale, si sono portati via non solo edifici storici, attività economiche e infrastrutture, ma l’anima stessa di questa città. 
Interi nuclei familiari furono annientati, una comunità coesa, vivace, un territorio tra i più belli ed accoglienti dell’intera costa, tutto fu cancellato quasi irreparabilmente. Perché da quel tragico giorno niente più è stato come prima e la nostra città è profondamente cambiata” – ricorda in una nota il sindaco Antonio Cozzolino.

“La comunità – prosegue il Sindaco – è rimasta ferita, privata della propria identità, e la ricostruzione non ha saputo cogliere, rinnovare, lo spirito che animava la città, tra la fretta di restituire una “normalità” al vissuto quotidiano e l’incuria, l’indifferenza, per una memoria che, così facendo, è andata smarrita. La nostra memoria, quella che possiamo ritrovare solo guardando vecchie foto della città che fu,  osservando gli occhi dei nostri concittadini, testimoni di quegli eventi, mentre narrano l’orrore di quegli istanti e la forza della disperazione, ma anche la caparbia volontà, messa nella ricostruzione o ancora leggendo i nomi e i  cognomi, spesso ricorrenti nella comunità cittadina a noi inconsapevolmente familiari, scolpiti sulla grande lapide posta in questo luogo, ad imperituro ricordo dei nostri caduti. Senza memoria non c’è futuro”.

“E noi – sottolinea Cozzolino – riteniamo sia importante costruire il futuro proprio dalla riappropriazione di questa nostra memoria, dalla sua valorizzazione per renderla patrimonio condiviso dell’intera comunità a partire da coloro che ne rappresentano, appunto il futuro, ovvero i giovani, rendendoli consapevoli della storia dei propri padri e della propria terra. È fondamentale che sappiano la devastazione che ha subito il luogo in cui sono cresciuti ma anche e soprattutto che conoscano la forza della reazione che ha mosso i loro padri che, nonostante avessero visto distrutte le proprie case e uccisi i propri cari e fossero sfollati nelle campagne limitrofe, si unirono alla Resistenza per combattere la barbarie nazifascista; è importante che sappiano, passando davanti a questo luogo chi sono coloro che sono citati in questo lungo e doloroso elenco, perché possano capire cosa ha significato nel cuore e nella carne di questa città quella Medaglia d’oro al valor militare ad essa conferita”.

“L’amministrazione in questi giorni – spiega il Sindaco – tramite l’assessorato alla Cultura ha messo in piedi diverse iniziative per celebrare questo 73esimo anniversario del primo bombardamento della nostra città; per far conoscere la storia e gli avvenimenti di questi giorni di più di 70 anni fa. Nel corso del nostro mandato faremo in modo che queste iniziative continuino e che vi si affianchi la doverosa riqualificazione del Monumento dedicato ai nostri caduti  perché gli venga tributato il  dovuto riconoscimento e rispetto. In questo sono certo che anche la Curia, custode dell’area, non farà mancare la propria collaborazione. Facciamo in modo quindi, che questo giorno, dopo il ricordo delle sofferenze, possa per tutti essere simbolo dell’anelito a rinascere e a ritrovare la propria identità smarrita”.

“Cominciamo – conclude Antonio Cozzolino – Istituzioni ma soprattutto tutti noi cittadini, dal rispetto dei luoghi della memoria come questo  e dei nomi che sono qui scritti. Perché a queste persone, a questi concittadini, dobbiamo quello che siamo oggi e il regalo della possibilità di vivere e migliorare la nostra città”.

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