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La sfida di Paccariè: puntare sulla cultura per far ripartire l’economia

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Il Faro on line – Più che una serie di singoli progetti o un infinito elenco di promesse è un’idea quella che vuole realizzare. Dietro alla candidatura di Patrizia Paccariè, classe 1964, una vita spesa nel mondo della danza a contatto con i ragazzi, là dove il rigore, la fatica e la passione sono gli elementi trainanti di uno stile di vita, c’è tutto questo. Un sogno, quello di vedere Nettuno sbocciare come polo turistico-culturale. 

“Ci sono tutte le premesse – spiega Patrizia Paccariè -: un territorio tutto sommato raccolto e non dispersivo, il legame intimo con la Storia di Roma, i mille vicoli di un borgo sconosciuto persino a chi in questa terra è nato, l’effervescenza di un luogo che vede ogni forma d’arte trovare uno spazio, un’espressione, un modo di essere. E’ tutto davanti ai nostri occhi e sotto le nostre mani, basterebbe “metterlo a sistema”, come abbiamo sentito dire in politichese, una lingua che spesso afferma cose giuste senza tradurle in realtà perché magari non soddisfano alcuni parametri economici.

Io credo – prosegue – sia arrivato il momento di scardinare questa mentalità e tradurre in progetti le potenzialità che esistono. Il che non significa avere meno attenzione all’aspetto economico. Il settore della cultura è cugino stretto del turismo, ed insieme rappresentano il volano per un’intera economia del territorio. Pensiamo alla ristorazione, alla balneazione, all’accoglienza alberghiera. Creare eventi, impegnare le forse sane del territorio, rimettere Nettuno al centro dell’agenda della Regione vuol dire creare economia, proporre occupazione, aumentare lo stato sociale, condizioni necessarie anche se non sufficienti per sconfiggere la criminalità.

Ecco come da un settore da molti considerato marginale – spiega Patrizia Paccariè – si può arrivare a ridisegnare l’intero stato sociale di una città. Senza considerare che questo tipo di atteggiamento ha come principali fruitori i giovani, ottenendo anche qui un duplice vantaggio: attirare le nuove generazioni attingendo anche dalla loro forza, e creare le condizioni per un turismo stabile in futuro, quando i giovani di oggi diventeranno i genitori di domani.

E’ difficile oggi, in un mondo in cui la politica presenta solo beghe e colpi bassi, provare a proporre qualcosa di diverso. Si rischia di sembrare non credibili. Eppure è proprio andando controcorrente, mettendosi al servizio della città con la propria esperienza maturata sul campo e non nelle sedi di partito, mettendoci la faccia come si diceva una volta, che forse insieme si può fare qualcosa. Lo dobbiamo ai nostri giovani e, se permettete, lo dobbiamo anche a  noi stessi. Nettuno non è un dormitorio in riva al mare, è un’incubatrice di cultura. Ed è arrivato il momento che lo sappiano tutti. Ma dipende principalmente da noi…”

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