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Mobilità e infrastrutture, l’intervento di Nicola Calandrini

Il candidato sindaco: "La mancata realizzazione di una adeguata rete infrastrutturale penalizza i cittadini"

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Il Faro on line – “La mancata realizzazione di una adeguata rete infrastrutturale penalizza i cittadini di Latina ma soprattutto impedisce un equilibrato e rilevante livello di sviluppo del sistema economico dell’intero territorio provinciale” – sostiene il candidato del centrodestra Nicola Calandrini intervenendo sul tanto atteso progetto della Roma – Latina ed in particolare sulla bretella Cisterna – Valmontone.
 
“Da decenni Latina, seconda città del Lazio, è isolata rispetto alla Capitale e alla nazione intera. L’unico collegamento è la fatiscente è ormai insufficiente Pontina con tutte le sue carenze e le innumerevoli insidie per la sicurezza di chi quotidianamente la percorre. Parlo dei tanti pendolari pontini, impiegati-studenti-lavoratori, ma anche di tutta un’economia fortemente penalizzata dalla mancanza di collegamenti veloci con i nodi autostradali. Auspichiamo quindi – sottolinea Calandrini – che si sblocchi quanto prima l’iter per la realizzazione dell’autostrada, ma ancor prima confidiamo in un immediato via libera per lo svincolo della Cisterna – Valmontone: al di là della barriera romana, infatti, sarà l’allaccio con l’Autostrada del Sole il vero collegamento con il resto d’Europa, in grado di far decollare il nostro comparto industriale”.

“Latina merita adeguate infrastrutture, Latina ha atteso troppo a lungo opere pubbliche di fondamentale importanza di cui godono altri territori che pure non hanno visto la crescita sociale ed economica della nostra provincia. Come non parlare, inoltre, del trasporto su rotaia: il capoluogo necessita di un potenziamento di questo servizio e soprattutto ha bisogno di essere inserito nella rete dell’alta velocità, da collegare poi con un nuovo sistema di mobilità urbana. La Regione e il Governo devono decidersi ad ascoltarci, è un intero territorio che reclama attenzioni per la sua voglia di crescita e di sviluppo” – conclude Calandrini.

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