Seguici su

Cerca nel sito

La città e l’inquinamento delle acque: vittime con tanti carnefici

Il presidente Piccotti a fronte dell'emergenza: "Basta continuare a parlare, riteniamo che sia arrivato il momento di agire"

Più informazioni su

Il Faro on line – L’associazione “Cambia Sabaudia”, preso atto dei dati forniti dall’ Ispra sulla situazione dell’inquinamento rilevata a seguito dei sondaggi eseguiti sia nelle falde acquifere dei pozzi locali sia nella rete di canali di bonifica intorno a Sabaudia, si interroga sulle reali fonti di inquinamento che stanno causando questo danno ambientale, sanitario e d’immagine turistica di tutta l’area.

Da anni si discute nei vari consessi sulle responsabilità di tale situazione senza arrivare mai ad alcuna seria e concreta soluzione per annullare il danno. Sia i privati interessati sia  i vari organi pubblici preposti al controllo e alla salvaguardia del territorio, si sono rimpallati le responsabilità come in un gioco assurdo per allontanarsi dal problema. E’ ora di ricercare con professionalità e competenza le vere fonti di inquinamento.

Anni di chiacchiere e soldi pubblici elargiti per sanare il degrado ambientale del territorio non hanno prodotto alcun risultato bensì il “malato” si aggrava ogni giorno di più, come appare sotto agl’occhi di tutti. I tempi tecnici per intervenire sono ridottissimi per cercare di salvare il “morituro”, soprattutto in considerazione dell’arrivo della stagione estiva che sicuramente amplificherà il problema.

Dichiara il presidente Gen. Aldo Dott. Piccotti: “Basta continuare a parlare, riteniamo che sia arrivato il momento di agire. Gli organi compenti ai vari livelli e le proprietà private interessate, devono assolutamente organizzare al più presto  un tavolo tecnico dove prendere decisioni immediate e improrogabili, senza sottovalutare – a nostro parere – il reale rischio per la salute pubblica. Siamo convinti che tutte le associazioni, le forze politiche e  i semplici cittadini che hanno a cuore questo problema debbano fare di tutto affinché si smetta – come è successo negli ultimi anni- di far giocare con il nostro territorio chi, a vario titolo, ha parlato senza  realizzare un progetto serio e concreto. Salvaguardare  le acque sorgive, quelle dei canali e dei laghi lacustri oltre che il nostro mare dall’inquinamento, è un dovere civico irrinunciabile. Non ci interessa di chi è la colpa di tutti questi danni ambientali. Dovranno essere le autorità preposte a perseguire gli eventuali responsabili”.

L’ Associazione “Cambia Sabaudia” dichiara sin d’ora l’intenzione di costituirsi parte civile nell’eventualità di un procedimento penale a carico dei responsabili di tale disastro. Inoltre si farà promotrice di iniziative partecipate, con eventuali esposti alle competenti autorità, per coinvolgere anche la collettività nella salvaguardia di uno dei nostri beni primari per la salute e per l’economia locale: le acque sia marittime sia sorgive sia dei laghi lacustri.

Più informazioni su