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E’ morto Marco Pannella. Se n’è andato il “guerriero” dei diritti civili in Italia

Numerose le reazioni del mondo politico, culturale e civile per la morte del leader dei radicali

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Il Faro on line – E’ morto Marco Pannella. Il leader radicale si è spento poco prima delle 14.00 nella clinica romana di Nostra Signora della Mercede dove era stato portato ieri pomeriggio. L’annuncio, con il Requiem di Mozart, da Radio Radicale. La stessa emittente che ieri aveva dato la notizia del ricovero. Nella sua casa di via Panetteria, a pochi passi dal Quirinale, lo scorso 2 maggio Pannella aveva soffiato 86 candeline tra gli amici che non lo hanno mai abbandonato.
Ma proprio dal quel giorno le sue condizioni si sono aggravate. Lottava con un tumore al fegato e uno ai polmoni. Una malattia di cui, per scelta, parlava pubblicamente.

Negli ultimi giorni le sue funzioni vitali sono peggiorate al punto che è stato ritenuto opportuno un trasferimento in una clinica romana più attrezzata. Nella stanza dov’è morto Pannella, ci sono i “vecchi compagni” delle battaglie radicali.  

L’annuncio della morte di Pannella lo ha dato Alessio Falconio, direttore di Radio Radicale interrompendo il consueto notiziario pomeridiano in onda sull’emittente. Falconio con voce rotta dall’emozione ha fatto sapere che nelle prossime ore verranno comunicati giorno e luogo dei funerali.
 
Centinaia le reazioni del mondo politico, culturale e civile per la morte del leader dei radicali. “Un grande leader politico, il leader radicale che ha segnato la storia di questo paese con battaglie talvolta controverse ma sempre coraggiose e a viso aperto. Rendo omaggio a nome mio e del governo alla storia di questo combattente e leone della libertà”. Così il premier Matteo Renzi ha commentato l’addio di Pannella.  

Anche i vertici del Partito Democratico hanno espresso il loro cordoglio con una nota ufficiale: “Tutto il Pd saluta un grande leader politico, ma prima ancora un uomo che per anni si è battuto per i diritti dedicando la sua vita a questo continuo impegno. Di lui ricordiamo con riconoscenza la passione, la forza, e la coerenza che hanno contribuito a cambiare il nostro Paese” – hanno scritto Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, vicesegretari del PD.

Per il presidente del Senato Pietro Grasso: “Marco Pannella ha affrontato la malattia con la stessa fierezza con la quale, per decenni, si è battuto per le cause in cui credeva. Dobbiamo moltissimo a quest’uomo forte e appassionato che, come accade raramente, è stato sempre stimato anche dai suoi avversari. Con lui – ha aggiunto il presidente di Palazzo Madama – se ne va un protagonista assoluto della storia repubblicana e delle battaglie per i diritti civili. Addio Marco”.
 
Nato a Teramo nel 1930, si era laureato in legge nel 1950.
Nel 1955, dopo un’esperienza nella gioventù liberale e nell’unione goliardica italiana, fonda il partito radicale insieme a Pannunzio, Carandini, Cattani.
Diventa segretario nel 1963, dopo un’esperienza a Parigi come corrispondente del Giorno. Già nel ’65 comincia la campagna divorzista con Loris Fortuna.
Nel 1974 conduce l’iniziativa per il no all’abrogazione del divorzio.
Un anno dopo, inizia la battaglia per la depenalizzazione delle droghe facendosi arrestare per aver fumato uno spinello in pubblico.
Nel 1981 la vittoria al referendum per il no all’abrogazione dell’aborto.
E’ nel 1976 che entra per la prima volta alla Camera come deputato: sarà rieletto nel ’79, nell’83 e nell’87.
In tanti, negli ultimi anni, hanno invocato un seggio come senatore a vita per Marco Pannella.

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