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Maniscalco: “Pericolosi i residui attivi di bilancio non incassati”

L'ex assessore alle politiche finanziarie esprime le sue considerazioni sulle "cartelle pazze"

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Il Faro on line – “In qualità di ex assessore alle politiche finanziarie del Comune di Pomezia, dopo aver letto l’articolo “Pomezia, valanga di cartelle “pazze” apparso sabato 21 maggio scorso su un quotidiano nazionale, ritengo che attraverso tale pubblicazione si possa evidenziare come sia “rischioso” mantenere tra i residui attivi del bilancio alcune somme che non saranno poi incassate dal Comune, nello specifico mi riferisco all’avanzo di bilancio di 15,6 milioni di euro recentemente approvato dalla Giunta Comunale del Sindaco Fucci di Pomezia e di prossima approvazione anche da parte del Consiglio Comunale. Ove fosse vero che, gli oltre seimila cittadini di Pomezia che sono stati convocati presso gli sportelli della Ditta Andreani Tributi, l’azienda mandataria del Comune per l’accertamento dei tributi, per dimostrare di aver pagato la Tari per l’annualità 2014 della tassa sui rifiuti solidi urbani, non fossero tenuti a pagare le somme richieste perché già pagate al Comune di Pomezia, sarebbe la prova tangibile che almeno una parte dell’evasione ed elusione tributi degli anni precedenti, “residui attivi” previsti da incassare nel bilancio consuntivo 2015, se non effettivamente incassati creerebbero una diminuzione sostanziale del totale dei 15,6 milioni di euro di avanzo del rendiconto di bilancio 2015″ – lo dichiara in una nota Antonio Maniscalco.

“Non conoscendo con esattezza a quanto ammonta il totale delle seimila “cartelle pazze” inviate ai cittadini di Pomezia – prosegue la nota – non mi è possibile quantificare esattamente l’ammontare delle somme da dover detrarre dall’avanzo di gestione, una cosa è certa però quale essa sia la somma totale prevista da incassare dalla Soc. Andreani, questa somma fa parte integrante dei “residui attivi” previsti dal Sindaco Fucci con la delibera di Giunta di approvazione del Rendiconto di Gestione 2015. Senza dubbi però è la prova pratica che il Bilancio Consuntivo 2015 è stato inquinato dalla previsione di somme prive di tutti i titoli giuridici che ne garantiscono la reale sostenibilità (incasso), con i conseguenti risvolti negativi sugli equilibri generali di bilancio. Se consideriamo poi anche le “cartelle pazze” inerenti le richieste rivolte a chi in questi giorni viene di nuovo chiamato in causa per il pagamento dell’Imu nonostante abbia già venduto casa, oltre ad altre eventuali somme previste da incassare ma prive di sostenibilità contabili reali, le dimensioni dell’ammontare contabile e del danno diventerebbe esponenzialmente maggiore”.

“Pertanto, mi chiedo e chiedo anche alle persone in indirizzo, se non sia il caso di rivedere la decisione presa con l’approvazione della delibera di Giunta sul Rendiconto di Bilancio 2015 prima ancora che sia approvata dal Consiglio Comunale, a prescindere dall’istituzione “Già da 2013 del fondo di accantonamento che consente di essere in regola con i Bilanci”, anche perché il suddetto fondo dovrebbe servire per tutelare l’Amministrazione Comunale da eventuali mancati incassi degli oltre 101 milioni di euro relativi ai tributi e tasse pregresse (Imu, Ici e Tarsu) già previsti e da recuperare per gli anni precedenti. Una ultima considerazione la farei anche in merito al rendiconto di bilancio 2015 del Comune di Ardea che ha chiuso con un avanzo di 26 milioni di euro, una cifra anche questa, a mio avviso, improbabile e improponibile che mi lascia pensare che negli ultimi anni, a differenza del passato, i bilanci si fanno più per un tornaconto elettorale che per dare evidenza alla reale situazione dei conti perdendo il senso della realtà contabile dell’Ente, con la conseguenza che questo “nuovo” modo di operare porti a gravi conseguenze debitorie future”.

“Mi chiedo inoltre a cosa serve chiudere un bilancio in attivo senza aver fornito ai cittadini opere pubbliche e servizi sociali durante l’anno in oggetto; un’Amministrazione virtuosa dovrebbe chiudere il bilancio in pareggio utilizzando le eccedenze per dare servizi e sgravi fiscali così da creare sviluppo ed equità sociale durante l’anno, evitando promesse future” – conclude Maniscalco.

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