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Marangon: i borghi vanno in scena

La Coordinatrice di Italia Unica: "Ritengo che vada avviata una stagione per le grandi opere anche nei Borghi e per ristrutturare i poderi"

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Il Faro on line – “Fanno parte della ” Città Globale” che ho in mente, una Città museo ed arte a cielo aperto, una Città che si vede e si vive . Riportiamo i Borghi al centro della vita economica della nostra Città come lo sono storicamente ! Lo dobbiamo, innanzitutto, ai cittadini che li hanno scelti per viverci e lavorarci. Non dimentichiamo che la vera storia della nostra Città parte dai Borghi e i Borghi devono tornare all’antico splendore” – lo dichiara, in una nota, Sabrina Marangon , coordinatrice Comunale e provinciale di Italia Unica, il partito guidato a livello nazionale da Corrado Passera , oggi candidata al consiglio comunale con CuorItaliani per Calandrini Sindaco.

“Ritengo” – prosegue la Marangon –  “che vada avviata una stagione per le grandi opere anche nei Borghi, e per ristrutturare i poderi, anche con “aiuti ” incluso il baratto amministrativo, perché i nostri concittadini che lavorano ancora oggi i campi di quei borghi, non hanno gli stessi vantaggi dei residenti di Latina (o nei borghi più “fortunati” ). Lo dobbiamo anche alla nostra economia globale, perché si potrebbero sviluppare moltissime attività, anche per il turismo. Immaginiamo cosa possa significare per il turista visitare Latina con i suoi borghi, ognuno dei quali ha una ricorrenza settimanale o un evento settimanale o un piccolo museo della memoria del Borgo. Immaginiamo, per esempio, che in ogni Borgo ci sia una serata dedicata ai racconti in dialetto veneto, friulano, emiliano, una piccola rappresentazione teatrale ma che racconta episodi veri ! Ieri ne parlavo con un amico che mi diceva: noi eravamo chiamati cispadani, bene, loro sono i marocchini ( riferendosi agli abitanti di Sermoneta) e già solo questo abbiamo il dovere di considerarlo storia!”

“Una storia stupenda fatta di lavoro, speranze, fatiche, povertà e orgoglio, fatta di incomprensioni e paure, una storia che dobbiamo raccontare e tenere viva, lo dobbiamo anche a chi non c’è più e ci ha lasciato in dono queste terre meravigliose, strappate alle acque. Ogni Borgo dovrà avere : “casa della memoria del borgo” in un edificio storico del Borgo con il “ristorante tipico del borgo” ; festa annuale della memoria del Borgo , mercato annonario con licenze per bar/tavole calde a km zero , Wifi gratuita nella piazza principale del Borghi, un poliambulatorio di primo soccorso e medico, illuminazione Led lungo tutte le migliare e barriere arboree di protezione, pista ciclabile di collegamento tra il centro del Borgo e i canali navigabili , pattugliamento, sostegno alla formazione di aziende agricole a prevalente partecipazione di giovani, donne, disoccupati, green economy, ecoturismo, agriturismo, fattorie sociali, mercati a km zero”.

“Investimenti per Car sharing e navette elettriche; un servizio distaccato , uno per ciascun Borgo, per la raccolta porta a porta in autogestione a nuove imprese giovanili o familiari, essere inserito in un piano generale del commercio e del turismo per una programmazione globale dell’offerta turistica. Prioritario: istituire la commissione dei borghi e della marina . Non si tratta di un libro dei sogni – conclude la Marangon -, ma di programmare ciò che desideriamo sia il nostro futuro e iniziare a costruirlo , mattone dopo mattone, andando a reperire le risorse comunitarie, statali, regionali o le risorse private ( rigorosamene locali per mantenere la ricchezza nei nostri confini) attraverso le reti tra imprese, la cooperazione, il terzo settore”.

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