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Tari, D’Alessio: “I problemi reali e i cartoni animati di Grando”

Il Capogruppo consiliare del Pd risponde alle critiche del consigliere di opposizione sulle tariffe della Tari

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Il Faro on line – “Avevamo chiesto al consigliere Grando di uscire dal facile terreno della demagogia pre-elettorale per confrontarsi sui risultati reali, e lo abbiamo invitato a trovare altri Comuni, in tutta la Provincia di Roma, che abbiano raggiunto gli obiettivi come quelli di Ladispoli: tutte le tariffe ferme e una (quella della Tari) in riduzione dal 7% al 30% a seconda dei casi. Grando ha risposto offendendo e giocando con le immagini dei cartoni animati, forse perchè vuole sfuggire ad un confronto serio. Tornando infatti ai contenuti: noi non vogliamo paragonare Ladispoli ai Comuni inefficienti, accettiamo confronti con tutti i Comuni della Provincia.
Si sforzi un po’ Grando, magari si faccia aiutare, e trovi Comuni con risultati migliori di quelli di Ladispoli: in particolare per quanto riguarda la raccolta differenziata. Ladispoli è al 71% mentre nella Regione Lazio la media è del 32%.  Per quanto riguarda le utenze non domestiche della Tari ricordiamo a Grando che a Ladispoli sono 1800 e di queste il 75% avrà un calo della tariffa” – lo dichiara in una nota il capogruppo consiliare Pd Nardino D’Alessio.

“Pagheranno di più le attività che producono più rifiuti, ma con un servizio aumentato a carico del Comune rispetto a quello del 2015. Noi abbiamo capito bene cosa ha proposto il Consigliere: ha proposto di far pagare meno Tari ad una serie lunghissima di categorie, fingendo di non sapere che se qualcuno paga meno, altri pagano di più. Questa è la demagogia che fa solo danni, come quella di Matteo Salvini, l’alleato di Grando che ha sempre disprezzato gli italiani al di sotto di Firenze. Per quanto riguarda il giudizio sugli ultimi venti anni di amministrazione di Ladispoli, consiglio a Grando di riguardarsi i risultati elettorali. Scoprirà che il giudizio lo hanno dato già i cittadini chiamati alle urne, respingendo ogni volta chi raccontava le favole e prometteva l’impossibile” – conclude D’Alessio. 

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