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“Ecodistretto”: quando il topolino partorisce la montagna! 

I Comitati Uniti: "Di chiudere Cupinoro come discarica esausta dal persistente pericolo non se ne parla"

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Il Faro on line – “L’accanimento da parte della Bracciano ambiente nel voler con ogni mezzo tenere aperta la montagna di monnezza-veleni a Cupinoro e’ direttamente proporzionale al dissesto della situazione societaria e delle casse del comune di Bracciano, non portate da uccelli migranti. Ora è il turno dell’ “Ecodistretto”, ovvero una continuazione dell’impiantistica con altri mezzi, potenzialità e capitali …… forse probabilmente una azienda più “potente”, per la quale la quasi estinta Bracciano Ambiente e le disposizioni commissariali non sono che un collegato apripista. L’impiantistica a Cupinoro, insieme al missing capping , ovvero la messa in sicurezza della quale non se ne discute più ed ha costretto i frontisti e Italia Nostra, sostenuti dai Comitati Uniti, ad un ricorso per motivi aggiunti al primo, per quale sono state chieste due istanze di prelievo dall’avvocato Michele Greco, estensore del ricorso, è stata oggetto, oltre di altri due ricorsi, di diversi cortei e iniziative contrarie” – lo dichiarano in una nota i Comitati Uniti per la chiusura di Cupinoro.

“Tale impiantistica – prosegue la nota – addolcita dal termine ecodisretto, come inceneritore veniva convertito dalla neo-lingua del grande fratello in termovalorizzatore, per ammansire i sudditi-cittadini che ne subiscono le conseguenze in salute, sviluppo e futuro, muove diversi e cospicui interessi e profitti che difficilmente potremmo contrastare senza un blocco unico tra cittadini e amministratori politica locale e imprese e coltivatori: uniti!
Quello che ci desta maggiore preoccupazione non sono le indicazioni della Bracciano ambiente, ma il fatto che tale decisione riguardi un nuovo indirizzo regionale che identifica uno dei previsti eco-distretti a Cupinoro”

“In parole povere Cupinoro destinato a diventare il nuovo eco-distretto provinciale! Di chiudere Cupinoro come discarica esausta dal persistente pericolo non se ne parla e non se ne e’ accennato nella nostra audizione regionale lo ripetiamo come un mantra: la polemica fine a se stessa non ci interessa, ci atteniamo a fatti e obiettivi. Per praticare oltre l’enunciato tali obiettivi è necessaria una battaglia politica, giuridica, informativa e di popolo e vi domandiamo: la vogliamo fare seriamente o basta un comunicato o un twitter , o pensiamo di lavarci la coscienza con atti formali e ricorsi dalla difficile conferma ….. o porta a porta di “sfortunata” attuazione? Dipende da noi tutti. I Comitati Uniti, da soli, hanno resistito come lacedemoni alle Termopili: ora bisogna vincere la battaglia finale!” – concludono i Comitati.

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