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Conclusa la festa del Giubileo sacerdotale di mons. D’Onofrio

Nella Basilica Cattedrale tra preghiera e spiritualità

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Il Faro on line – “Ogni buon cristiano deve rispondere ai doni di Dio facendo della propria vita un dono, un ringraziamento, un’eucaristia vivente”: così mons. Fabio Bernardo D’Onorio, amministratore apostolico di Gaeta, ha ringraziato, mercoledì 1 giugno nella Basilica Cattedrale di Gaeta, la Chiesa diocesana convocata per il suo Giubileo sacerdotale nel 50° anniversario di ordinazione presbiterale.

I Primi Vespri dei Santi Patroni Erasmo e Marciano sono stati presieduti dal Cardinale Giovanni Battista Re, alla presenza di diversi Vescovi del Lazio e Abati benedettini. L’animazione liturgica è stata curata dai seminaristi e daI ministranti di varie parrocchie dell’Arcidiocesi di Gaeta, coordinati da don Alessio Tomao. L’animazione musicale è stata curata dal Coro diocesano diretto da don Antonio Centola, all’organo il maestro Marco Di Lenola.

Per l’occasione i sacerdoti della diocesi hanno donato una borsa di studio a favore dei seminaristi della diocesi che studiano nel Seminario Regionale di Anagni. È stato diffuso inoltre il libro “Te Deum. Riflessioni pastorali. L’Arcivescovo Fabio Bernardo D’Onorio alla diletta Chiesa Gaetana”, un volume che raccoglie le riflessioni di fine anno di mons. D’Onorio dal 2007 al 2015, con la prefazione dell’attuale Abate di Montecassino dom Donato Ogliari.

Al termine dei Vespri il primo augurio è stato del Sindaco di Gaeta Cosmo Mitrano che ha affermato: “Lei è stato il pastore che ha dato a Gaeta un esempio di grande disponibilità verso tutti e uno stile inconfondibile, fatto di vicinanza verso la gente, nell’ascolto e nel dialogo con tutti. Ha incontrato lavoratori, studenti, famiglie, anziani, con passione e cuore grande, in comunione di intenti con le realtà sociali operanti sul territorio, infondendo in tutti coraggio e sicurezza”. Il Sindaco Mitrano ha regalato a Mons. D’Onorio una stampa della città di Gaeta e al Cardinale Re una replica in oro dell’antico follaro del Ducato di Gaeta.

Il Segretario della CDAL Carlo Tucciello a nome delle Aggregazioni laicali: “Vogliamo affidarla alla Vergine Maria, Madre della Chiesa e di ogni Carisma, ai Santi Patroni Erasmo e Marciano e ai fondatori e fondatrici delle nostre Aggregazioni, che già sono in cielo, affinché la sostengano e l’accompagnino in questo ulteriore cammino di santità e di fedeltà alla Chiesa di Cristo”.

In rappresentanza dei sacerdoti il Vicario generale mons. Giuseppe Claudio Sparagna ha detto: “Grazie al Signore per il dono del sacerdozio che oggi ricordiamo nel suo inizio molto lontano nel tempo, 50 anni fa. Uno spazio molto lungo, ma come ha testimoniato tra noi, per nulla contagiato dall’usura, bensì sempre con la freschezza e lo slancio di allora”.

Da ultimo mons. D’Onorio ha salutato i presenti dicendo: “Dopo il ringraziamento alla mia famiglia e uno più grande a Montecassino che mi ha formato, non può mancare un grazie dal profondo del cuore al Signore per il dono della vocazione monastica, del presbiterato, dell’abbaziato e dell’episcopato: una serie di doni davvero incommensurabili”.

E ha concluso con una richiesta di preghiera: “Per me l’età avanza. Perciò chiedo che vogliate tutti pregare perché possa ben prepararmi ad accostarmi con fiducia al trono della gloria per ricevere misericordia dal Signore, al quale nulla ho cercato di anteporre”.

Prima della benedizione finale è stata data lettura di un messaggio di Papa Francesco rivolto a mons. D’Onorio e alla Chiesa gaetana con la Benedizione apostolica “ricordando il suo sollecito e fruttuoso sacro ministero svolto nella sede gaetana e prima ancora come Abate Ordinario dell’antico e celeberrimo Archicenobio di Montecassino”.

L’Ufficio per le Comunicazioni sociali di Gaeta ringrazia i signori Marco Casciaro, Antonella Di Schino, Enrico Duratorre, Mirella Schiappelli, Lino Sorabella e Luca Tribuzio per il supporto comunicativo all’evento e i contributi fotografici e audiovisivi. Si ringraziano inoltre i reporter Franco Cairo, Erasmo D’Angelis e Roberto D’Angelis.

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