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M5S: “Fuorilegge il cambio di destinazione del cinema Lucciola”

Il Movimento: "Ancora una volta ci troviamo di fronte a provvedimenti contrastanti con le normative vigenti"

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Il Faro on line – “Tutti noi cittadini di Ladispoli abbiamo appreso, con rammarico, della prossima chiusura del cinema Lucciola. La notizia è stata anticipata dalla stampa locale facendo riferimento a una determinazione dirigenziale del Comune. Nel testo del documento si concede alla proprieta’, tra le altre cose, il cambio di destinazione d’uso. Si permetterebbe, insomma, di aprire un locale commerciale al posto del cinema. Non è assolutamente nostra intenzione commentare la legittima decisione di cessare l’attività da parte dei proprietari, ai quali va anzi il ringraziamento per averla portata avanti per 60 anni, anche in momenti difficili per le piccole sale di provincia.
Il nostro intervento si rivolge unicamente alle concessioni fatte da questa Amministrazione ai proprietari, attraverso il documento in questione” – affermano dalla sede del Movimento 5 Stelle di Ladispoli.

“Ancora una volta – sottolineao dal M5S – ci troviamo, infatti, di fronte a provvedimenti che sono in contrasto con le normative vigenti, quindi illegittimi e fuorilegge. I cinema, come i teatri, sono opere di interesse pubblico riconosciuto, tantoché il disegno di legge Franceschini dispone finanziamenti a sostegno del settore, comprese le ristrutturazioni di vecchie sale.Proprio a salvaguardia di tali strutture è intervenuta recentemente la Regione Lazio, che nella legge sul ‘Piano Casa’ precisa che i cambi di destinazione d’uso, come quello del Lucciola, sono sì possibili, ma ‘con esclusione di teatri e cinema’ ( l.r. 21/2009, art. 3 quater, comma 1).
La legge è quindi chiara! Come se non bastasse, se anche il Comune fosse riuscito ad aggirare quella specifica normativa, la stessa legge mette un ulteriore paletto, anch’esso ignorato dall’Amministrazione. Infatti, la procedura di Scia (per avviare una nuova attività) non è consentita quando il cambio di destinazione d’uso riguarda un locale di superficie superiore a 500mq (come il cinema Lucciola)”.

“In questi casi – spiegano dal Movimento – è obbligatoria la convocazione di una Conferenza dei Servizi, con tutte la parti in causa, Regione compresa (l.r. 21/2009, art. 6, comma 2).Altra grana per l’Amministrazione dalla questione dei parcheggi. L’apertura di una nuova attività commerciale obbliga i proprietari dell’immobile a fornire al Comune parcheggi adeguati alla grandezza del locale. In questo caso il Comune, dichiarando che la proprietà non è in possesso di spazi da adibire a parcheggi, ha monetizzato la questione, chiedendo, invece dei posti auto, la somma di circa 28 mila euro.
Anzitutto, sempre la stessa legge regionale (la 21/2009, art. 3 ter, 3 quater, 4 e 5) dice che è possibile monetizzare solo in caso di impossibilità per i privati di reperire aree, addirittura distanti fino a 1000 metri. Difficile pensare che non si riesca, da parte dei proprietari del cinema, a trovare nulla nel raggio di 1 km, considerando anche che, proprio alle spalle del Lucciola, giace da anni abbandonata la vecchia arena (riconducibile agli stessi proprietari del cinema?), facilmente trasformabile in parcheggio”.

“Tornando all’origine della questione, noi riteniamo che, proprio in virtù delle norme sovracomunali a tutela delle sale che impediscono di trasformare un cinema in un locale commerciale e vista la possibilità di finanziamenti per le ristrutturazioni, il Comune potesse e possa ancora svolgere un ruolo per preservare questa risorsa culturale.
Crediamo che una scelta alternativa sia sempre possibile e da ricercare, di concerto con la proprietà e con la partecipazione dei cittadini.
La sala – conclude il M5S – potrebbe proseguire la sua attività, aprendosi a iniziative diversificate quali spettacoli teatrali, convegni ed eventi vari, usufruendo anche di appositi sgravi fiscali.

In conclusione, chiediamo quindi urgentemente ai nostri politici, sempre più “distratti”, di procedere, anzitutto, all’annullamento di questo provvedimento illegittimo e di aprire un tavolo per ridiscutere la questione. In caso contrario, ci vedremo, ancora una volta, costretti a ricorrere all’intervento delle autorità competenti.
In attesa che il voto dei cittadini riporti finalmente la ‘normalità’ nelle manovre interne al Palazzo”.

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