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L’architetto Tetro: “Non sono un usato sicuro”

L'esperto di Lbc: "In due anni di assessorato ho realizzato quanto nei 50 anni precedenti non si era riusciti a fare"

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Il Faro on line – “Premesso che per cultura ho rispetto degli avversari, se questi si addentrano a precisare verità, ad entrare coscienziosamente nel merito, meno – evidentemente – se tale verità viene travisata, adombrata, addirittura negata. Sarei un “usato sicuro”. Si insinua che sia un fautore di una cultura inesistente, visto che la delega assessorile l’ho avuta anche se per soli due anni e qualche mese, non certamente però con l’ex Sindaco Vincenzo Zaccheo. Ricordo a chi mi legge che ho accettato la delega assessorile alla cultura dal Sindaco di Latina sen. Ajmone Finestra a metà del suo primo mandato, dimissionaria la prof.sa Carla Angela. Accettai a condizione che mi desse carta bianca per creare la rete museale civica e la ‘sistemazione’ dei problemi inerenti gli scavi degli olandesi a Satricum. E così fu” – lo dichiara in un comunicato Francesco Tetro architetto, membro del Comitato Esperti di Latina Bene Comune.

“Mi riferisco a ben quattro musei: La Civica Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (rinata sui resti dei furti del 2 aprile 1944, con centinaia di opere ‘trovate’ del sottoscritto, anche fra i furti, in case private, presso Case d’Asta, perfino in Musei americani); L’Antiquarium del Procojo di Borgo Sabotino (anche questo sui resti dei furti del passato remoto e …prossimo); il Museo della medaglia “M. Valeriani”; il Museo “D. Cambellotti”. È questa cultura usata? Beh! In quel breve lasso di tempo ho realizzato quanto nei 50 anni precedenti non si era riusciti a fare, facendo ‘parlare’ i musei, relazionandoli alle scuole, tenendo i musei aperti il sabato e la domenica e facendo in modo che ci fossero eventi periodici in cui le visite guidate testimoniassero quella cultura che ora viene definita “usata” – continua Tetro.

“Sottolineo la ‘scoperta’ di allora della progressione dei furti. Ho pubblicato tutti gli inventari e sono documentatissimo su artisti, anni e tipo di opera trafugata, le foto via via che le trovo le comunico ai Carabinieri, ecco perché in questi ultimi tre anni alcune opere sono rientrate a casa, senza clamori e personalismi. Certo la città venne usata nel senso di percorsa, conosciuta, amata (ve le ricordate le visite domenicali con il trenino? I giovani del Giardino di Kensigton che curavano apprezzatissime visite urbane?). Tutto questo, poi, svanì nel nulla. I musei non parlarono più, il trenino non ritmò le domeniche mattina di tanti bambini, il rapporto con le scuole terminò, gli improbabili turisti svaniti nel nulla. Mi riferisco evidentemente ad un periodo d’oro, quando Latina aveva uno stand alla Borsa del Turismo di Milano. Poi, anche qui, successiva stanchezza e sciatteria”.

“Sono inelegante? Ho accolto centinaia di donazioni, grazie alle mie relazioni, onorate dalla loro pubblicazione, poi nulla più, per qualcuno nemmeno il doveroso “grazie” istituzionale. Nei cartellini didattici addirittura eliminato il numero della delibera d’ingresso nel patrimonio (tanto per fare confusione della serie carta vince carta perde), il nominativo del donatore, di chi aveva pagato i restauri, di chi aveva acquistato la cornice (imperdonabile cancellazione del mecenatismo cittadino). È ovvio che io speri in un rinnovamento, non fosse altro per rendere possibile il proseguimento di un percorso di crescita della nostra città. È la ragione di fondo del mio accostamento al Movimento Latina Bene Comune, mi ci riconosco, ho condiviso progetti e speranze e non abbandono proprio ora il ‘mio’ sindaco”.

“Riguardavo il mio album di fotografie dei moltissimi eventi messi in piedi in poco più di due anni, ho cercato di riconoscere tra i presenti gli “usati” di ora. Mai visti, non c’era l’ombra di alcuno, loro almeno usati, culturalmente invisibili. Rispetto al mio rapporto con Finestra-Zaccheo forse è bene chiarirlo una volta per tutte: al secondo mandato del senatore, pur richiesto, non mi candidai a consigliere perché lui si presentava con i partiti e per la mia scelta coerente di essere stato ‘prima’ assessore tecnico. Il mio rifiuto venne molto apprezzato dal Sindaco Finestra. Ovviamente non fui assessore con l’ex Sindaco Vincenzo Zaccheo anche se qualcuno che allora era di quell’ambito ha favoleggiato sulla stampa in questi giorni sul mio presunto assessorato durato addirittura nove anni e mezzo. Niente di personale, mi creda, ma mi conceda il desiderio di fare in modo che la cultura della città parli, che Latina sia davvero la città del noi e non degli usati (quelli sì) invisibili, in altre faccende affaccendati” – ha concluso Tetro.  

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