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Adozioni, incubo finito

Dal Congo all’aeroporto di Fiumicino. Arrivati anche gli ultimi 18 bambini

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Il Faro on line – Si è finalmente conclusa l’annosa vicenda delle adozioni dalla Repubblica democratica del Congo. Sono arrivati a Roma gli ultimi 18 bambini adottati da famiglie italiane ma bloccati dalle autorità congolesi per motivi burocratici. Lo scorso primo giugno ne erano arrivati altri 41 dopo quelli giunti nei mesi scorsi in diverse tranche. Felicissimi i genitori adottivi.

“È finita: è l’ora della festa! Anche gli ultimi bambini che mancavano, in queste ore, stanno finalmente abbracciando i loro genitori! Dopo 989 dal giorno del blocco, a 86 da quando anche l’ultimo dei dossier italiani è stato finalmente sbloccato, oggi è l’ora dell’ incontro tanto atteso anche per gli ultimi 18 bambini che finalmente possono vedere l’Italia e la loro nuova famiglia, la loro nuova casa! Era questo a cui tutti noi aspiravamo, era questo il nostro unico obiettivo!” si legge sul blog del Comitato genitori adottivi Repubblica democratica del Congo.

Anche stavolta, come accaduto all’inizio del mese, secondo quanto riferisce l’Aibi (Amici dei bambini), la Commissione adozioni internazionali (Cai) ha avvertito le famiglie soltanto nel corso della giornata con notevoli disagi per chi ha dovuto spostarsi da altre regioni per raggiungere la Capitale. I 18 bambini, che nei giorni scorsi erano stati trasferiti da Goma a Kinshasa, sono sbarcati a Fiumicino nelle prime ore del mattino e da lì, con un pulmino, trasferiti in una caserma della polizia, a Spinaceto, per le procedure di rito. E’ durato circa tre anni il blocco delle partenze dei bambini adottati da parte delle autorità congolesi; una decisione presa per sospetti sulle procedure di adozione. Sospetti che però, hanno sempre detto le autorità di Kinshasa, non riguardavano le adozioni degli italiani. Ma anche questi bambini, circa 130, sono stati costretti, insieme a tutti gli altri, a rimanere negli istituti in attesa che la vicenda si chiarisse. Poi, a piccoli gruppi, sono stati autorizzati negli ultimi mesi ad uscire dal Paese. La vicenda ha sollevato vivaci e ripetute proteste negli ultimi mesi da parte dei genitori adottivi. Nel mirino del loro Comitato soprattutto la Commissione adozioni internazionali e la sua vicepresidente Silvia Della Monica, presidente fino a che qualche settimana fa Maria Elena Boschi non ha ricevuto la delega alle adozioni diventando lei stessa presidente dell’ organismo governativo. A Silvia Della Monica è sempre stata rimproverata una gestione «avara» di informazioni e di comunicazione  con le famiglie; critiche respinte dalla vicepresidente della Cai e giudicate «polemiche».

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