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Calandrini ribadisce il sostegno per i giovani

Il candidato sindaco: "Un tutor per le start up, zero tasse e altre agevolazioni" 

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Il Faro on line – “Il futuro è dei giovani, bisogna fare in modo di aiutarli fornendo loro gli strumenti necessari per crescere e per affermarsi”. Con queste parole il candidato sindaco del centrodestra di Latina, Nicola Calandrini, è tornato ad affrontare un argomento a lui particolarmente caro, quello del sostegno da garantire ai giovani.

“Oltre a varie iniziative già istituite – prosegue Calandrini – istituirò un servizio “Tutor” per chi vuole dare vita ad una Start Up, contribuendo direttamente con zero tasse di competenza comunale per i primi tre anni di attività delle start up costituite da nuovi imprenditori under 35. Mi adopererò inoltre affinchè il Comune, facendo accordi con il sistema bancario e mettendo anche a disposizione forme di fidejussione a garanzia, consenta alle start up un primo accesso meno faticoso al credito. È un tema fondamentale, molto sentito come ho potuto riscontrare in queste emozionanti settimane di campagna elettorale. Ho incontrato tantissime persone, tanti fantastici ragazzi e ragazze”.

“Ho ascoltato le loro preoccupazioni e quelle delle loro famiglie, le loro richieste e le loro speranze ed ho deciso di farmi carico fin da subito di queste nuove istanze. Sono convinto che sia possibile ridare forza al tessuto economico della nostra città attraverso progetti mirati e concreti: del resto l’esperienza della via dei pub ci insegna che si può dare opportunità di lavoro ai giovani e contemporaneamente si creano spazi e occasioni per il tempo libero. Sempre in città, per i nostri giovani ma anche per quelli che vengono nel fine settimana dagli altri paesi della provincia”.

“Trovare gli strumenti adeguati è la strada per aiutare i nostri ragazzi: questo è il mio impegno per loro, affinchè abbiano la possibilità di scegliere di lavorare e restare a Latina e non essere obbligati ad andare via per trovare una sistemazione. Questo significa cambiare davvero Latina!” – conclude Calandrini.

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