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Croce rossa, prove d’emergenza. Tragliata “teatro” di un’esercitazione

Studiati i meccanismi di raccordo con la Protezione civile in fase di criticita'

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Il Faro on line – Testata la capacità di intervento degli operatori in una simulazione di ricerca sul territorio di un minore disperso in un terreno impervio. E’ quanto accaduto nella zona di Tragliata, con la Croce Rossa come protagonista dell’esercitazione. Tra le richieste alle quali spesso viene chiamata a dare risposta la Croce Rossa Italiana vi sono le attività di Protezione Civile, intendendo con queste quegli interventi di supporto alle popolazioni coinvolte in situazioni di criticità, sia sul piano sanitario che logistico. La capacità di dare risposta a queste esigenze deve necessariamente passare attraverso una preparazione tecnico-organizzativa che possa permettere agli operatori di svolgere i propri compiti, lasciando il minor spazio possibile alle incertezze e alle improvvisazioni.

Tutto ciò può realizzarsi solamente attraverso un costante e ben strutturato addestramento, cui il personale volontario viene sottoposto al fine di acquisire le competenze che lo rendano consapevole del proprio ruolo a supporto e integrazione degli Enti istituzionalmente preposti alle emergenze. 

La Croce Rossa Italiana e, nello specifico l’unità locale di Fiumicino, vedendo nel proprio ambito territoriale la presenza di un importante aeroporto, di un’attività portuale marittima, e di un contesto urbano di circa 80.000 abitanti, viene periodicamente coinvolta in eventi addestrativi, inquadrandosi nell’organico delle strutture deputate alla risposta nelle emergenze.Ospiti di un fondo agricolo nella campagna di Tragliata, nel mese di giugno – complice una buona giornata – il Comitato C.R.I. di Fiumicino ha messo in impianto un evento addestrativo il cui scopo era di testare la propria capacità di intervento ipotizzando un proprio contributo in una simulazione di ricerca sul territorio di un minore disperso in un terreno impervio.

La finalità tecnica era di acquisire le conoscenze e le metodiche da applicare in correlazione alla natura dei luoghi, definendo le competenze e le attrezzature delle squadre in virtù del ruolo che dovevano svolgere in seno all’esercitazione. Sono quindi state attivate squadre di ricerca sul territorio con attrezzatura leggera, capaci di muoversi agevolmente in aree aperte, squadre di recupero in condizioni di terreno impervio e di difficile accesso, attrezzate per affrontare tali tipi di condizioni.

Erano presenti anche squadre di soccorso con presidi sanitari che, su segnalazione delle unità di ricerca, avevano il compito di provvedere al primo soccorso in caso di necessità a seguito del ritrovamento della persona dispersa, o in caso di incidente, ai soccorritori stessi.La metodologia addestrativa utilizzata, basata sul principio “learning by doing” con la quale si propone di “apprendere le attività mettendole in pratica”, ha indubbiamente creato un clima di maggior coinvolgimento dei nostri nuovi operatori i quali, seppur preparati attraverso formazione in aula, hanno potuto vivere un percorso esperienziale diretto delle tecniche di ricerca, dei sistemi di radiocomunicazione, di geoposizionamento e di orientamento mediante il corretto utilizzo dei relativi apparati, integrandosi nell’organizzazione e nella strutturazione della rete dei soccorsi.

L’esercitazione, iniziata con un briefing alle sette del mattino presso la sede di via Vistola 29, ha simulato un allertamento con rapida preparazione della colonna di mezzi di soccorso che ha raggiunto il luogo dove, stabilito l’impianto della base operativa, ogni squadra ha identificato le proprie posizioni e le proprie aree di competenza, dando buona prova di capacità ritrovando e repertando alcuni effetti riferibili al disperso e segnalandoli alle forze dell’ordine, contribuendo così a un miglior indirizzamento delle ricerche.

È stata simulata, senza averne messo a conoscenza le squadre, un’emergenza medica nei confronti di un operatore di ricerca, risoltasi con l’intervento di una equipe di soccorso e di un’ambulanza che ha provveduto a ricoverare nel Posto Medico Avanzato il paziente, successivamente inoltrato per le ordinarie vie del soccorso sanitario.

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