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Madonnetta: il Parco dimenticato

Un tempo punto di riferimento delle aree verdi romane, oggi totalmente allo sbando

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Il Faro on line – Per chiunque abiti in zona Acilia-Axa è un vero punto di riferimento oltre ad essere uno dei polmoni verdi principali della Capitale: stiamo parlando del Parco della Madonnetta, un tempo fiore all’occhiello della green area capitolina, brulicante di strutture e attività, oggi in stato di totale agonia. 

Abbandonato dalle amministrazioni comunali e tenuto in flebile vita dagli stessi residenti che lo popolano e lo riempiono di attenzioni e amore, questo parco oggi è solo un pallido ricordo di quello che era anche solo un annetto fa.

Tra la chiusura del centro sportivo, lo stato di quasi totale abbandono delle sue strutture, le buche sul selciato e l’erba che ormai cresce incontrollata rendendo inagibile parte del tragitto nei giorni successivi alle piogge, ormai è difficile non rimanere avviliti da quello che un tempo era un vero e proprio gioiello romano.

Il parco è ad oggi il quarto per estensione a Roma: 21 ettari di verde con una struttura sportiva ormai chiusa da mesi e poche altre attività che ad oggi lo tengono ancora in vita. Fu ideato e poi concepito dalla Ssd Ciabocco Andrea srl, attuale concessionario che in più di 10 anni ha piantumato centinaia di alberi, costruito viali, fossi per le acque, panchine, giochi e giostre per i bambini, aree per i cani. E’ dal 2008 che il concessionario chiede all’amministrazione comunale una revisione degli impegni economici ormai difficili da sostenere.

Nel 2013 inizia a non pagare le rate del mutuo che portano all’intervento del Comune che revocherà la concessione, lasciando di fatto il parco all’abbandono più totale, se non fosse per i comitati cittadini di volenterosi che se ne occupano come fosse il figlio di tutta la comunità.

A tal proposito è nato il Comitato “Salviamo il parco della Madonnetta”, che ad oggi conta in un sempre costante aumento di iscritti e sostenitori, a dimostrare quanto i cittadini romani abbiano a cuore i punti verdi qualità della propria città.

Francesco Paolo Vallarelli 

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