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20 anni del Mushin Karate Eschilo, intervista al Maestro Paolo Gabbarini

Gabbarini: "Ho gettato dei semi, tanto tempo fa. Sono sbocciati. Condividendo sempre, obiettivi sportivi e formativi"

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Il Faro on line – Tutti i suoi allievi, intorno, con le loro famiglie. E di nuovo, nasce un’emozione targata Mushin. Ci tiene molto il Maestro Paolo Gabbarini ad elargire insegnamenti, anche durante una festa di fine anno. A chiusura della stagione agonistica. E quella che si è svolta, lo scorso 9 giugno, è stata molto particolare. Infatti, non si è trattato solamente di celebrare un anno trascorso sul tatami, con il cuore rivolto ai Mondiali di Rimini, di fine giugno, ma si sono anche ricordati, 20 anni di attività, del dojo di Eschilo 2, da lui fondato, insieme ad alcuni amici di cintura nera.

L’umiltà del Maestro Gabbarini è quella di qualcuno che dal tatami, ha preso tutto quello c’era da attrarre, ma sempre con la consapevolezza, che insieme ai suoi karateka, sempre, c’è qualcosa da imparare. E sottolineando, continuamente, una fondamentale crescita, che attraverso il percorso dell’Edukarateam, avviene in ognuno dei membri, del Mushin Karate Eschilo, la festa ha avuto luogo. A margine della manifestazione, dopo aver ricevuto ringraziamenti, abbracci, saluti, messaggi, sorprese, sorrisi e pronto per condividere, una simpatica cena, insieme alla famiglia Mushin, il Maestro Paolo Gabbarini si ferma per qualche istante a parlare di questo momento di festa.

Descrivendo anche, i suoi 20 anni di Maestro dal Cuore Puro, come fondatore e maestro di tatami. 20 anni, che sono quelli dello stesso dojo e quelli di tanti allievi, passati e presenti, che lui stesso ha visto crescere e che ancora, attraverso l’Edukarateam, cerca di far maturare, mediante i progetti ideati e svolti, insieme agli istruttori e alle famiglie. E quell’intensa emozione, provata con la famiglia Mushin, ancora vive nei suoi occhi e nell’espressione felice del suo viso. E le sue parole, per i lettori de Il Faro on line, lo testimoniano.

Caro Maestro Gabbarini, sono passati 20 anni dalla fondazione del Mushin Karate Eschilo. Quali sono le sue personali impressioni?
La cosa più bella è stata quella di vedere, che cosa siamo riusciti a costruire in 20 anni. Ho gettato dei semi, tanto tempo fa. Sono sbocciati e quello che abbiamo visto, durante la cerimonia di fine anno, non è stato solo il frutto del mio lavoro, ma il risultato di quello svolto negli anni, insieme agli atleti, agli istruttori e alle famiglie. E’ stata una festa organizzata quindi, interamente da tutti. Come gruppo coeso. Lo abbiamo fatto, insieme. Condividendo sempre, obiettivi sportivi e formativi.

Sono tanti 20 anni di vita, del dojo. Quali sono le sue riflessioni, rispetto al lavoro svolto, durante questo lungo periodo di attività?
Devo dire che 20 anni fa, quando ho cominciato, non avrei mai saputo che sarei arrivato a questo punto. Avevo solamente delle idee, che non avevano contorni, allora. Ma che con il tempo, si sono schiarite. C’è sempre tanta voglia di costruire, anche se vedere oggi, quello che abbiamo fatto, dona una grande soddisfazione.

La filosofia del Mushin è quella della crescita, prima umana e poi sportiva. Come si realizzano oggi, i suoi propositi messi sul tatami Mushin, 20 anni fa?
Sicuramente, la voglia è quella di proseguire su questo piano. L’attività è diventata talmente grande, che solo con l’aiuto di tutti, ma soprattutto degli istruttori, quindi Diego, Lorenzo, Chiara ed Andrea, è possibile realizzare tutti questi progetti, che vedo come un punto di arrivo. Certamente, essi rappresentano anche una partenza. Non più di sviluppo, perché negli anni già, abbiamo fatto tanto ed il rischio sarebbe quello di non riuscire a gestire, una cosa così bella. Tuttavia, devo dire che adesso, possiamo curare ancora di più i dettagli del progetto di Edukarateam e quindi di educare attraverso i valori del karate e del team stesso.

Le emozioni fanno parte dello sport e soprattutto dell’attività del suo dojo. Quali sono quelle vissute in questa stagione, che si concluderà con il Mondiale Wkc di Rimini?
I risultati del Campionato Italiano, che si sono svolti a Riccione ad aprile, mi hanno dato una particolare soddisfazione. Abbiamo conquistato medaglie, in tutte le categorie del corso. Dai bambini, fino alle cinture colorate e nere. Ci siamo classificati come seconda società, tra le cinture marroni e nere. Ma credo che, la soddisfazione più bella di quest’anno, è stata quando ho avuto 5 atleti convocati nelle squadre nazionali e rappresenteremo con il Mushin, 15 atleti ai Campionati del Mondo di Rimini 2016. Forse, è questa la soddisfazione sportiva più grande.

Tuttavia, 20 anni di Mushin, non si dimenticano. Se dovesse ricordare un episodio in particolare, che le ha maggiormente suscitato emozione, quale potrebbe descrivere?
Non è semplice fare una classifica, delle emozioni più belle vissute in 20 anni. Non mi era mai capitato di commuovermi. Tra le emozioni più grandi, c’è stata quella di nominare mio figlio, allievo dell’anno e soprattutto, farlo con acclamazione di tutti gli istruttori e i docenti, che hanno capito, che quest’anno è stato davvero un esempio. Ha cercato sempre di essere tra i primi. Chi vince sempre, ha sicuramente stimoli per andare avanti, chi più spesso, non sale sul podio ma si allena sempre al massimo, è un esempio per tutti.

Ed è costantemente l’esempio, il modello di vita sportiva ed umana, nel dojo di karate di Eschilo 2 e la cura messa, dal Maestro Paolo Gabbarini, insieme alla grande famiglia Mushin, in questi anni, si mostra, continuamente. Nella vita dei suoi membri e nello sport.

Foto : Mushin Karate Eschilo

Alessandra Giorgi

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