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Il “biondo” Tevere uccide le potenzialità turistiche

Acqua azzurra o mare nero? Le analisi non premiano la Perla del Tirreno

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Il Faro on line – La stagione balneare è entrata nel vivo, ma più che di ‘acqua azzurra’, quello che si offre allo spettacolo dei turisti è un vero e proprio ‘mare nero’. Il dossier di Goletta Verde e i prelievi dell’Agenzia Regionale di Protezione Ambientale non lasciano dubbi: bollino rosso per le spiagge di Fiumicino, nel tratto compreso tra gli sbocchi del Fiume Tevere e per la zona che arriva fino alla foce del Collettore delle Acque Alte.

La situazione migliora proseguendo verso Nord, dove rimangono comunque zone di divieto in corrispondenza degli sbocchi del fiume Arrone, del Fosso Tre Denari e del Fosso delle Cadute. E dalla mappa appare evidente che le aree a maggiore inquinamento si concentrano alla foce dei fiumi che immettono nel mare acque contaminate e non adeguatamente trattate, con tutto ciò che ne consegue.
Solo nel ‘biondo Tevere’ è stata accertata la presenza di ben 12 scarichi non depurati, ma rimane a galla tutto il problema dell’abusivismo e degli impianti di depurazione non adeguati.

Fiumicino è servita infatti da due depuratori: quello di Fregene che, costruito negli anni 80, serve Focene e la parte nord del Comune, trattando liquami civili, ma anche quelli provenienti da alcuni insediamenti produttivi agricoli e zootecnici; e quello di Ostia, una struttura nata agli inizi degli anni 70, che oltre a servire Fiumicino e Isola Sacra, si occupa anche di Acilia, Infernetto e Dragona.
E considerando l’incremento demografico degli ultimi anni, tirare le conclusioni sembra persino troppo facile.

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