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“Disegni criminosi” sulla citta’

Il Comitato per la Legalità: "Ci auguriamo che questi autorevoli sospetti non si fermino alla semplice comunicazione agli organi di stampa"

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Il Faro on line – “Dagli organi di stampa apprendiamo che nella notte tra domenica e lunedì è stato appiccato un nuovo incendio in città, questa volta nella struttura pomposamente denominata “auditorium “Massimo Freccia” (senza alcun rispetto per il compositore), mai completata e che ha rappresentato un vero e proprio “eldorado” per l’Amministrazione comunale, essendo costata (grazie a finanziamenti e alla contrazione di mutui) circa 2 milioni di euro, senza avere mai visto il definitivo completamento e già persino con la necessità di interventi manutentivi per riparare errori progettuali e difetti di realizzazione (già in fase di costruzione si era verificato un crollo strutturale). Peraltro, proprio nell’ultima seduta di consiglio comunale è stato presentato un emendamento per incrementare di ulteriori 40.000 euro la direzione dei lavori per l’interminabile cantiere di quell’opera” – lo dichiara in un comunicato il Comitato per la legalità di Ladispoli.

“Ebbene, quella stessa opera, collocata all’ingresso della città, adesso oggetto di un tentativo incendio che lo stesso sindaco di Ladispoli definisce frutto “di un disegno criminoso”. Evidentemente ha notizie al riguardo. In verità, come abbiamo evidenziato in passato, noi avevamo già sentito “puzza di bruciato” anche in altre circostanze nelle quali, la manina incendiaria si era manifestata nella nostra città, stranamente, sia all’interno del palazzo comunale, sia in altre aree, e recentemente persino in prossimità di quell’area e nel bosco di Palo. Tutte queste vicende, inevitabilmente, non sono casuali e sono il segnale di un “disegno”. E ciò accade in un momento in cui la nostra città si caratterizza per “troppi disegni” e per eventi mai accaduti in passato che hanno portato alla contrapposizione tra i cittadini e i “soliti noti”, nonché ad avvisi di garanzia e all’apertura di indagini per i notabili del palazzo comunale”.

“E ancora – prosegue la nota – all’affidamento di opere mai completate (e riaffidate ai soliti progettisti) e lavori di discutibile utilità sociale (basti pensare alla questione dei varchi), a incarichi senza selezione, oltre all’attivazione di mutui (che dovremmo pagare nei prossimi anni) per opere mai realizzate o dai costi ingiustificatamente elevati. E tutto ciò, ormai da tempo, fornisce ai cittadini un’immagine torbida della propria amministrazione comunale. Tra le questioni oscure e non ancora risolte figura anche l’autodenuncia di un personaggio per promesse di favori in cambio di un finto apparentamento, l’incendio dell’auto di un consigliere comunale e l’aggressione subito dallo stesso sindaco per cause mai rese note ufficialmente, ma frettolosamente e pubblicamente occultate dietro generiche affermazioni di “clima di allarme”.

“Adesso a dare l’allarme è lo stesso Sindaco che, dall’alto del suo ruolo e in base alle sue informazioni, conferma quelli che erano solo sospetti cittadini e annuncia la presenza di “disegni criminosi” finalizzati a danneggiare le opere pubbliche. Ci auguriamo che questi “autorevoli sospetti” non si fermino alla semplice comunicazione agli organi di stampa o alla Prefettura e spingano il sindaco alla denuncia reale agli organi competenti, allo scopo di individuare cause e colpevoli. Certo, sarebbe grave se ciò non accadesse e ci troverebbe costretti a farlo in sua vece”.

“Per quanto ci riguarda, insieme ai cittadini e alle forze politiche che vorranno associarsi, invieremo al Prefetto di Roma una nuova richiesta per fare luce sulle innumerevoli vicende oscure che accadono in città, sia all’interno, sia all’esterno del palazzo comunale, nel silenzio assoluto di consiglieri (tranne na rara eccezione) e assessori (senza eccezioni), pronti a lanciarsi verso nuove candidature e così attivi nelle feste di piazza “da riviera romagnola” ma stranamente silenti in tutte le vicende, anche gravi, che compromettono il bisogno di fiducia nelle istituzioni e le istanze di correttezza e legalità” – conclude la nota.

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