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Rapporto Ecomafia 2016: Lazio 5° per reati ambientali

L'area Metropolitana di Roma sale al 3° posto della classifica nazionale per provincie

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Il Faro on line – Presentata oggi da Legambiente, al Senato, l’edizione 2016 del Rapporto Ecomafie con dati forniti dalle forze dell’ordine, riferiti all’anno 2015. Nella lotta alle ecomafie e agli ecoreati, nel 2015 sono state 2.431 nel Lazio le infrazioni ambientali accertate, con una media di 6,6 al giorno, 2.090 le denunce 29 gli arresti (record nazionale) e 520 i sequestri. Se nazionalmente lo storico rapporto del cigno verde, racconta in questa edizione una lieve e positiva flessione del numero dei reati complessivo, frutto anche dell’entrata in vigore nel codice penale della Legge sugli Ecoreati, nel Lazio c’è una controtendenza netta e negativa, aumentando tali reati da 2.255 nel 2014 a 2.431 nel 2015; la regione rimane quindi saldamente al 5° posto e tra quelle col maggior numero di Ecoreati proprio dopo le 4 regioni a tradizionale presenza mafiosa.

Peggiora nella graduatoria tra province l’Area Metropolitana di Roma che sale dal 4° (2014) al 3° assoluto con 1.161 infrazioni accertate, al 11° posto la provincia di Latina con 602. “Nel Lazio aumentano i reati ambientali e la presenza ecomafiosa, in maniera preoccupante e in controtendenza rispetto ai dati nazionali – dichiara Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – se infatti l’introduzione nel codice penale dei delitti ambientali, sembra aver prodotto un primo effetto, con la diminuzione nazionalmente degli ecoreati e l’aumento degli arresti, ciò non vale per la nostra regione che si consolida per il quinto anno consecutivo al 5° posto per reati ambientali e vede aumentare nettamente il numero di infrazioni accertate.

Peggiora l’Area Metropolitana di Roma che diventa 3° tra le provincie italiane e quasi raddoppiano i reati legati al ciclo dei rifiuti, un dato allarmante che deve assolutamente far scatenare la reazione di tutte le forze che hanno nella legalità il proprio faro. Alla Regione chiediamo di restituire ai cittadini senza più ulteriori proroghe, l’Osservatorio Ambiente e Legalità, quale strumento di denuncia e supporto a tutti nella lotta alle illegalità; comuni ed enti locali mettano in campo, tutte le risorse possibili perché anche nel Lazio avvenga l’inversione di tendenza positiva che abbiamo visto nazionalmente”.

Principale protagonista nel Lazio è quindi il ciclo dei rifiuti dove evidentemente le logiche ecomafiose trovano sempre più spazi, il Lazio è la 3° regione con 465 infrazioni accertate in tale ambito che quasi raddoppiano rispetto al 2014 quando erano “appena” 255, 461 denunce, 169 sequestri e 25 arresti che ne fanno la regione in assoluto con più arresti nell’ambito dei dei rifiuti rispetto al resto d’Italia; in particolare la provincia di Roma è addirittura 2° nella graduatoria tra provincie con 228 infrazioni. Anche nel ciclo del cemento la situazione è in netto peggioramento ed il Lazio diventa la 3° regione per numero di infrazioni accertate (era 4° nel 2015) con ben 514 infrazioni, 577 denunce, 163 sequestri; Latina 5° provincia assoluta con 175 infrazioni, Roma 8° con 155.

Ancora troppe anche le illegalità ai danni della fauna nell’ambito del racket degli animali che vede il Lazio al 4° posto con 772 infrazioni accertate, 705 denunce, 149 sequestri, e Roma 3° provincia con 479 infrazioni e Latina 12° con 240. Allo stesso modo anche i boschi continuano ad essere sotto attacco delle illegalità, e dal rapporto emergono 88 infrazioni contro il patrimonio boschivo e il Lazio è anche 5° nella graduatoria degli incendi dolosi con 440 infrazioni, 12 denunce, 1 sequestro. Dal Rapporto Ecomafia emergono anche dati sulla corruzione in ambito ambientale negli anni 2010-2016 che vedono il Lazio al 3° posto con 38 inchieste, 308 arresti, 316 denuncie, 24 sequesti, mentre scende al 2° posto nella classifica annuale delle Archeomafie con 71 furti di opere d’arte

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