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Viaggio nella terra di nessuno. Dentro il cantiere del porto turistico di Fiumicino

Dietro al cancello c’è un mondo "sommerso" (ma conosciuto). Discariche abusive, una piccola comunità di romeni e un pezzo di città fantasma
+ E la villa abbandonata all’Isola Sacra diventa ricovero di sbandati e drogati

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Il Faro on lie – Mentre impazza l’estate e la città viene sommersa di appuntamenti, “in ogni località del comune”, ci sono pezzi di città che sembrano dimenticati. Uno di questi è Passo della Sentinella, e più in generale l’area di Fiumara. E proprio all’interno di questo territorio c’è il simbolo di una città fantasma, il cantiere di quello che doveva essere il Porto turistico. Un cancello delimita l’ingresso, e nasconde alla vista ciò che c’è dietro.
Ma una volta passato, ciò che si trova innesca una serie infinita di riflessioni. Molte delle quali portano a quel sentimento di malessere nei confronti delle Istituzioni, a tutti i livelli, che è (purtroppo, bisogna dire, ma anche con qualche ragione) ben radicato ormai tra la gente.

Rifiuti. Si parla tanto di discariche abusive, e si multano i cittadini di Fiumicino anche se hanno un cumulo di calcinacci nel proprio terreno. Dietro quella cancellata c’è di tutto: plastica, materiale di risulta, plastica, vetro. E tutto sparso in decine e decine di metri, talmente “parcellizzato” da non dare quasi l’impressione di una discarica ma di una spiaggia  “alternativa”. I rifiuti non sono certo meno pericolosi se tolti alla vista della gente, ma tant’è.

Degrado. Fa bella mostra di sé – si fa per dire – un container abbandonato chissà da chi. E’ diventato un ricovero di fortuna (sporco e malmesso) con una giaciglio e una sedia. Quale sia la storia umana che transita in quel tugurio non è dato sapere e- diciamolo – a nessuno interessa.

Abusivismo. Il divieto vale per tutti, ma non per una piccola comunità di romeni che “hanno preso casa” proprio vicino al ristorante La Vecchia Scogliera andato a fuoco ultimamente. Una quotidianità totalmente illegale fatta di panni stesi, piccola pesca, abitazioni di fortuna.

Infrastrutture. Se non fosse per il deserto che l’area propone, si potrebbe pensare a un’area di pregio: è di fronte al mare, con un bel tratto di spiaggia, con l’illuminazione già posizionata con tanto di pali a circa dieci metri l’uno dall’altro. Peccato che questo pezzo di città… non esista.
Angelo Perfetti
 

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