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Attacco dei sindacati aeroportuali: “Montezemolo poco informato su Alitalia System

I sindacati: "Ci auguriamo che anche il Mise possa aiutarci a far capire ai vertici di Alitalia quale sia stata la storia e le vicende di Ams"

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Il Faro on line – Lo scorso 6 luglio il Presidente di Alitalia Luca Cordero di Montezemolo e l’A.d. Cramer Ball sono stati auditi alla Camera dei Deputati in Commissione Trasporti sulle prospettive di svilupppo di Alitalia, toccando anche il tema sulla vicenda di Alitalia Maintenance Systems. Alla domanda del deputato del Movimento 5 stelle Paolo Nicolò Romano su Ams, Montezemolo ha affermato che se l’azienda dovesse ripartire Alitalia e’ disposta a mandare i motori in manutenzione e revisione, anche se le leggi di mercato rendono necessari prezzi e tempi concorrenziali.
Ha di nuovo dichiarato di non sapere perché Ams porti ancora il nome Alitalia, dato che questa ne ha posseduto una quota minima del capitale, pari al 15%. Le Organizzazioni sindacali Fitl Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporto Aereo, in merito alle affermazioni dei vertici di Alitalia tengono a precisare.

“Dobbiamo purtroppo constatare come il Presidente Montezemolo sia veramente poco informato sul conto di Alitalia Maintenance Systems – affermano i sindacati – questa azienda, infatti, nasce nel 2003 proprio da Alitalia. Qualora il Presidente Montezemolo avesse bisogno di chiarimenti e delucidazioni sulla storia dell’azienda, siamo disponibili per un incontro, come più volte chiesto in passato e mai avvenuto.
Con l’occasione – continuano – potremmo spiegargli quale eccellenza tecnica la casa madre Alitalia abbia perduto, con il risultato di dover mandare i motori in Israele, scelta che ha causato molti dubbi e costi non certo competitivi, come anche riportato qualche settimana fa da un noto quotidiano nazionale”.

“Questi motori potevano e potrebbero, in futuro, continuare ad essere revisionati a 50 metri dalle officine Alitalia, con una notevole riduzione dei costi legati alla logistica e con indubbi miglioramenti della qualità del lavoro. È evidente che non c’è stata la volontà di salvare quest’azienda – proseguono – altrimenti non sarebbe stato tolto definitivamente l’ossigeno non inviando più i motori da maggio 2015.
Certo, altre concause hanno influito enormemente sulla sua salute portandola al fallimento, ma è certo che, se si fosse continuato a revisionare i motori in Ams, questo tracollo si sarebbe potuto evitare. Inoltre, se l’azienda fosse rimasta operativa, sarebbe stata più appetibile sul mercato e un numero maggiore di potenziali acquirenti intenzionati a rilanciare l’attività si sarebbe fatto avanti, evitando ora attacchi speculativi di chi potrebbe mirare a far cassa soltanto sui resti dell’officina”.

“Ci auguriamo – concludono i sindacati – che anche il Mise possa veramente aiutarci a far capire ai vertici di Alitalia quale sia stata la storia e le vicende di Ams, e come scelte sbagliate che non sono certo imputabili ai lavoratori, che anzi sono gli unici a pagarle, abbiano portato l’azienda al fallimento, e che voglia adoperarsi per porre rimedio a uno scempio industriale ed occupazionale che tanto danno ha fatto all’economia del Paese”.

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