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Baby boom a Fiumicino: e adesso? Intervista al consigliere Angelo Petrillo

Non conosce sosta l’impennata demografica del Comune. Ampliamento di classi, ma anche l’idea dei nidi famiglia

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Il Faro on line – Un comune in crescita quello di Fiumicino: lo confermano i dati Istat, lo conferma il continuo contatto con quotidianita’. L’impennata demografica è sotto gli occhi di tutti, con i suoi pro e con i suoi contro. Una crescita esponenziale che non conosce cali o rallentamenti, almeno per quello che riguarda gli ultimi cinque anni. Un dato positivo che fotografa una realta’ dove le famiglie sono in crescita e dove le nascite superano di gran lunga i decessi. Un comune giovane in cui il bilancio di quest’ultimo anno si è concluso son un “saldo naturale” positivo di oltre trecento nuovi nati. Dati incoraggianti: perché i giovani, i ragazzi, i bambini, sono il nostro futuro.

Ma questo vero e proprio boom demografico quali effetti provoca sul territorio: quali sono le problematiche, quali le criticità di una presenza così importante di popolazione in età scolastica all’interno del Comune? Anche qui le difficoltà sono sotto gli occhi di tutti, specie se andiamo ad analizzare la situazione relativa alla fascia di età compresa fra zero e cinque anni: ogni anno la pubblicazione delle graduatorie lascia fuori centinaia di bambini – 460 nell’ultimo anno – che non possono accedere alle strutture scolastiche comunali, con tutti i disagi che questo comporta per le loro famiglie.

Abbiamo chiesto ad Angelo Petrillo, consigliere comunale e presidente della Commissione Servizi Sociali, Scuola, Sport e Infanzia, di aiutarci a fare chiarezza sulla situazione attuale e sui progetti dell’Amministrazione per fare fronte alle esigenze di una comunità in costante crescita.

“Partiamo dal presupposto che la situazione dell’esubero della domanda rispetto all’offerta per quanto riguarda le iscrizioni nei nidi e nell’infanzia è dovuta non solo ad un crescita demografica esponenziale del comune di Fiumicino, ma anche ad una certa mancata programmazione nella costruzione di edifici scolastici nel nostro territorio. Solo attraverso la programmazione dell’edilizia scolastica è possibile trovare una soluzione definitiva a questo problema.
Questa Amministrazione ha comunque provveduto in questi ultimi tre anni all’ampliamento di alcune classi della scuola dell’infanzia dando una risposta concreta nell’aumento del numero di bambini che hanno potuto usufruire di questo servizio, attivandosi sia nella programmazione che nella costruzione di nuove scuole. Già a settembre saranno disponibili due nuove aule per la scuola materna di via del Perugino, a Parco Leonardo, mentre altri interventi sono già stati approvati nell’ultimo bilancio e inseriti nel cronoprogramma dell’assessorato ai Lavori pubblici. Quindi una risposta da questo punto di vista c’è”.

Contemporaneamente l’Amministrazione si sta occupando anche di realtà private che guardano all’infanzia, come i nidi famiglia, elaborando un Regolamento “ad hoc”… 
“Il nido famiglia è una struttura che nasce e viene pensata nel nord Europa ed è in Italia ormai dal qualche anno. E’ una forma di assistenza alla genitorialità tutta privata che viene costruita all’interno delle abitazioni. Semplicemente una mamma che ha già i propri figli allestisce uno spazio all’interno della propria abitazione per ospitare altri bambini. Bisogna specificare però, per non fare confusione, che il nido famiglia non è un asilo nido. L’asilo nido prevede operatori specializzati, ma ha anche un obiettivo pedagogico che non è uguale a quello del nido famiglia, che assomiglia molto di più all’attività di baby sitting, anche se fatta insieme ad altri bambini e con una forma di istruzione e di gioco migliore e più attenta”

Perché si è sentita l’esigenza di stabilire una normativa in materia?
“Sul territorio esistono già dei nidi famiglia che non sono assolutamente censiti dall’amministrazione, in primo luogo perché l’amministrazione non ha competenza in materia, poi perché non esiste una normativa di stampo nazionale e regionale in merito. La Regione ha elaborato una proposta di legge quadro sui servizi all’infanzia, ma la proposta è rimasta tale, non è ancora diventata legga.
Allora abbiamo pensato di provare normare la situazione nel Comune attraverso l’elaborazione di un Regolamento – che attualmente è in fase di approvazione in Consiglio comunale – che vada a stabilire il riconoscimento del nido famiglia. In pratica abbiamo stabilito dei parametri: chi è all’interno dei nostri parametri verrà riconosciuto dall’amministrazione come nido famiglia della città. In questo modo è possibile anche censire i nidi famiglia esistenti sul territorio e monitorare quello che accade qui da noi, cosa che fino adesso non c’è stata permessa”.

Una sorta di “garanzia” quindi per le famiglie che intendono usufruire di questo servizio…
“Da una parte c’è l’obiettivo di tutelare il bambino che è iscritto al nido famiglia, perché vengono stabiliti dei criteri che vanno a tutelare l’incolumità fisica, ma anche la crescita pedagogica del bambino. Non ci si improvvisa educatori all’interno di una struttura del genere: o si ha un titolo specifico, un determinato livello di istruzione, come la laurea in Scienze pedagogiche o un diploma magistrale, o si frequenta un corso di formazione riconosciuto dalla Regione Lazio di 250 ore. Dall’altra parte c‘è poi – cosa non meno importante – l’opportunità offerta ad alcune mamme di aiutare altre mamme “lavoratrici” nella crescita dei figli e ricavarne una fonte di sostentamento. Diciamo una sorta di mutuo soccorso all’interno della comunità”.

Cosa fa, nella pratica, il Regolamento?
Il Regolamento fornisce delle precise indicazioni su come debbano essere gli spazi dove viene allestito il nido famiglia. Inoltre stabilisce l’obbligatorietà di elaborare una carta dei servizi: che cosa fanno le associazioni o i singoli che gestiscono il nido famiglia, come intendono gestirlo, quali saranno le attività che faranno all’interno del nido, quando sarà aperta la struttura. E tutto questo sarà pubblicato sul sito del Comune. Così il cittadino che intende iscrivere il proprio figlio e deve scegliere, può andare a visionare un documento che a qual punto diventa pubblico”.

Nel futuro la soluzione a questo “baby boom” saranno dunque i nidi o si pensa anche ad altro?
“E’ logico che la nostra priorità rimane la costruzione di nuovi asili nido. Inoltre ci sono altre vie perseguibili come l’attuazione di convenzioni con il privato e la richiesta alle grandi aziende del nostro territorio perché costruiscano nidi aziendali: penso per esempio all’aeroporto e alle grandi società che lo gestiscono. Infine l’invito è rivolto anche allo Stato affinché aiuti il territorio a costruire strutture del genere, nido e materne”.

Federica Cenci 

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