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Ladri di biciclette. A Fregene tornano i furti anni ‘50

In calo le incursioni in villa e le rapine

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Il Faro on line – Le rapine sono in diminuzione drastica, i furti in villa anche. Fregene nel 2016 sembra tornata, dopo anni di servizi di prevenzione – e mettendo comunque in conto che i delinquenti fanno il loro… mestiere, e non si prendono pause – quella di un tempo. Dove l’estate passa sorniona, tra una bibita ghiacciata e una maratona di sole, tra un drink happy hour e un surf che prova a immaginarsi nell’Oceano.
Insomma, un posto dove prendere la bicicletta e, con un salto nel tempo che fu, pedalare tranquillamente per la città.

Oddio, proprio tranquillamente no. Perché se è vero che cala la microcriminalità così come l’abbiamo conosciuta ultimamente, tornano a farsi vedere proprio i ladri di biciclette.
Agiscono per lo più sul lungomare, approfittando del momentaneo parcheggio per andare a prendere la tintarella.
Guai a dimenticarsi il lucchetto oppure a metterne uno improbabile: il rischio di perdere l’amata due ruote è dietro l’angolo. Letteralmente.Lo dimostra il parcheggio interno dei carabinieri, che ospita già alcuni esemplari, più o meno performanti, alcuni solo a pedali altri con l’alloggiamento per il motore.

Insomma si torna all’antico e, per quanto possa essere fastidioso per la vittima, è comunque un buon segnale che il livello di delinquenza si sia appiattito persino sulle “Grazielle”.
Volendo leggere la realtà con un po’ di romanticismo, potrebbe essere un omaggio dei tempi moderni ad un genio del cinema come De Sica, che non solo diresse proprio “Ladri di biciclette”, ma tratteggiò la Fregene ricca e spensierata nel suo “Il boom”, con Alberto Sordi.

Comunque sia, anche su questo fronte i militari dell’Arma hanno intensificato gli sguardi, e le biciclette parcheggiate in via Castellammare sono lì a testimoniarlo.

Angelo Perfetti 

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