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Migranti, Santori: “Evitare gli squilibri sociali”

Il Consigliere regionale: "Per i migranti subito 8 appartamenti, per le case popolari anni"

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Il Faro on line – “Gli immigrati a Fiumicino saranno chiusi in pericolo in una torre d’avorio ristrutturata. E i nostri cittadini da anni in attesa nelle graduatorie delle case popolari? Grazie all’occhio vigile dei cittadini non ci è sfuggita la situazione critica che i residenti di via Giorgio Bombonati, a Fiumicino, stanno vivendo a seguito della ristrutturazione di una palazzina di 3 piani, dove sono stati ricavati 8 appartamenti per ospitare richiedenti asilo.

Sono già diversi i casi che stiamo monitorando per evitare squilibri sociali e ingiuste prese di posizioni faziose da parte delle istituzioni che, in collaborazione con chi amministra il territorio sono solite mettere in secondo piano le esigenze degli stessi italiani e immigrati regolari che da anni si sentono cittadini di serie B” – lo dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia, a seguito delle proteste da parte dei residenti di Fiumicino per l’insediarsi dei rifugiati in uno stabile a Isola Sacra.

“Dopo gli intrallazzi di Mafia Capitale, dove gran parte dei fondi per le politiche sociali e immigrazione sono stati dirottati nelle tasche di delinquenti senza scrupoli e di una certa politica connivente e losca, riteniamo che debbano essere tenute sotto stretto controllo tutte le realtà legate allo smistamento di immigrati in cerca di asilo.

L’edificio è stato recentemente ristrutturato per poter partecipare al bando di accoglienza e chiediamo al comune di Fiumicino e al sindaco Montino il motivo per il quale non siano stati informati i residenti  di questo nuovo arrivo.  
Non è plausibile il fatto che la Prefettura abbia deciso senza interpellare l’Amministrazione comunale perché lo prevede le linee guida del Ministero dell’Interno.

Inoltre, bene hanno fatto i consigliere comunali di centrodestra a presentare un esposto su di una serie di pericoli che presenta l’edificio: illuminazione pubblica assente, dall’esterno non sono visibili né scale anti-incendio, né vie di fuga, né tantomeno sono individuabili maniglioni anti-panico” – conclude Santori.

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