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Welfare, Bianchi: “Centrato uno degli obiettivi piu’ importanti della legislatura”

La Consigliera regionale: "Questa legge mette al centro la persona con budget salute, pua e livelli di assistenza uguali su tutto il territorio"

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Il Faro on line – “Budget di salute e cartella sociosanitaria, punti di accesso unici per semplificare e migliorare l’assistenza, una forte integrazione tra servizi sanitari e sociali e una riorganizzazione dell’offerta che garantirà un’assistenza uguale per tutti. Sono alcune delle novità introdotte della riforma del welfare attesa dai cittadini del Lazio da oltre 16 anni e che servirà a dare sostegno alle famiglie con anziani e disabili, tutelare i minori con disagi e le vittime di violenza, contrastare le dipendenze, la povertà e l’emarginazione, favorire la solidarietà nelle comunità” –  così Daniela Bianchi la Consigliera Regionale del gruppo Si-Sel e vice-presidente della Commissione Cultura commenta l’approvazione del Consiglio Regionale del Lazio della legge 88 “Sistema integrato degli interventi e dei servizi sociali della Regione Lazio”.

“In questi anni – racconta la Consigliera – ho avuto modo di conoscere molte persone che mi hanno aiutato a scrivere le proposte di Legge sull’autismo e sulle adozioni. Da tutte emergeva la medesima richiesta di attenzione. Trovo che questa legge potrà davvero cambiare il modo con cui le istituzioni aiutano le persone a riconquistare un ruolo nella società. Da oggi la Regione Lazio introduce, tra le varie misure, il budget di salute. Si tratta dell’insieme delle risorse economiche, professionali umane che accompagneranno la persona nel suo percorso di cura e reinserimento sociale. In questo modo il soggetto in difficoltà potrà avere la certezza di un’assistenza continua, anche quando i genitori o la famiglia non potrà più occuparsene”.

“Con i Pua, Punto Unico di Accesso alle prestazioni sociosanitarie, le persone non saranno più costrette a rivolgersi a decine di uffici tra Comuni e Asl, ma ci sarà un unico sportello che le orienterà e si prenderà carico di tutto il percorso riabilitativo. Nascerà anche la cartella sociosanitaria che permetterà di registrare per ogni cittadino il piano di assistenza ricevuto e i risultati degli interventi in modo da mettere in relazione i vari servizi. Anche la qualità dei servizi migliora, con i livelli essenziali che pongono fine alla discriminazione che vedeva la qualità dell’assistenza in base al Comune di residenza. I servizi più complessi saranno gestiti a livello distrettuale, lasciando ai Comuni i servizi più semplici”.

“Inoltre ci sarà una costante valutazione della qualità da parte di cittadini e associazioni. La riforma inoltre prevede anche una forte partecipazione dal basso: con il nuovo Piano Sociale Regionale ci sarà un coinvolgimento diretto degli organismi del Terzo settore, delle organizzazioni sindacali e delle Asl nella programmazione regionale. Infine, va sottolinea la volontà di questa legge di combattere la povertà anche con la possibilità di introdurre un reddito minimo garantito. Verrà infatti istituito un osservatorio sulla povertà che dovrà analizzare il fenomeno ed elaborare politiche innovative e di inclusione sociale”.

“Ci sono voluti tre anni per rendere il percorso della legge il più partecipato possibile – conclude la Consigliera – Un grande lavoro e una grande disponibilità della VI Commissione Consiliare e di tutto il mondo del terzo settore del Lazio. Il risultato è un riforma che centra uno dei principali obiettivi di questa legislatura: contrastare il disagio sociale per permettere a tutti di reinserirsi nella comunità”.

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