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Welfare, Si-Sel: “Giornata storica per il Lazio”

De Paolis, Bonafoni, Bianchi: "Dopo un lavoro fatto di confronto, audizioni, azione emendativa, possiamo dire che il gioco di squadra c'è stato"

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Il Faro on line – “Una giornata storica, dopo 16 anni di attesa. La Regione Lazio oggi approva la legge di riordino dei servizi sociali che recepisce la legge nazionale 328/2000. Dopo un lavoro lungo, fatto di confronto, audizioni, azione emendativa, possiamo dire che il gioco di squadra c’è stato, con il coinvolgimento delle associazioni che si battono per i diritti delle donne e contro la violenza, per il contrasto alla tratta di essere umani, al fianco dei rom, dei migranti e dei transitanti, per il diritto all’abitare, per il contrasto alle dipendenze, per il rilancio dei consultori pubblici, arrivando a migliorare di gran lunga il testo originale. Finalmente quindi si pongono le condizioni per lo sviluppo di un sistema sociale integrato all’altezza delle aspettative che arrivano da chi opera nel settore e dai cittadini di questa Regione” – così in una nota Gino De Paolis, Marta Bonafoni, Daniela Bianchi, Capogruppo e Consigliere Si-Sel alla Regione Lazio.

“Più partecipazione del pubblico e del privato sociale, più programmazione e organizzazione, più vicinanza alle fasce più deboli della popolazione. Una regia necessaria che questa legge consente e di cui c’è enorme bisogno per connettere bisogni e interventi volti a offrire servizi qualificati, promuovere coesione, crescita sociale e la tanto attesa integrazione socio-sanitaria. Si tratta di politiche per le famiglie, per i minori, per i disabili e con disagio psichico, per le donne, per i migranti, per i rom, per il reinserimento delle persone sottoposte a provvedimenti penali, per le persone senza fissa dimora, per il contrasto alle dipendenze e per il diritto all’abitare e all’inserimento lavorativo. Un lavoro tradotto in una legge che affronta anche il grande tema dei diritti dei lavoratori, come chiesto a gran voce dai sindacati confederali, e che conserva altresì un importante valore antimafia, perché laddove lo Stato fornisce risposte, la criminalità organizzata ha più difficoltà a infiltrarsi”.

“Uno sforzo enorme, insomma, come enormi erano le aspettative di chi, da sedici anni, attendeva il recepimento di una delle leggi più innovative del nostro Paese. Ora il Lazio ha l’occasione per recuperare il suo ritardo, traducendo il testo approvato in buone pratiche per i territori, con risorse certe e gli occhi piantati sui bisogni dei cittadini e sui loro diritti. Perché uscire dalla crisi significa anche dotare i territori di politiche sociali forti e certe” – conclude la nota.

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