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Sversamenti di cherosene e percolato: aggredita buona parte della Riserva Statale del Litorale

Costanti tentativi di furto manomettono le strutture e provocano danni

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Il Faro on line – E se non fossero sufficienti i rifiuti abbandonati in strada a far salire la soglia di allarme inquinamento, ci pensano gli sversamenti di cherosene, lo smaltimento abusivo delle acque reflue, le perdite di percolato per le strade, ad accrescere l’elenco delle aggressioni perpetrate dall’uomo ai danni di madre natura. Fenomeni gravi, preoccupanti, ma quasi all’ordine del giorno in un territorio comunale che – è il caso di ricordarlo – si estende in buona parte all’interno della Riserva Naturale Statale del Litorale Romano. Le perdite dagli oleodotti costituiscono, da sole, un dato più che allarmante: a causa dei tentativi di furto tonnellate di cherosene si riversano nei terreni, nelle acque dei canali di bonifica, avvelenando gli animali, contaminando il suolo.

Un pericolo per la salute dell’uomo, un danno per le aziende agricole locali. Denunce, controlli, interrogazioni parlamentari servono a poco, il disastro ambientale è dietro l’angolo. E ad aggravare il fenomeno si aggiungono gli smaltimenti abusivi delle acque reflue, con le conseguenza che si possono facilmente immaginare. L’immissione illegale dei liquami nei canali di bonifica, infatti, non produce solamente cattivo odore, causando il disagio dei residenti, ma costituisce un vero e proprio danno per la natura, per gli animali che si abbeverano in quei canali, arrivando a contaminare il mare e la linea costiera.

E i liquami non si riversano purtroppo solo nelle acque, ma anche in strada. Quotidianamente in via dei Tre Denari il percolato, originato dalla decomposizione del materiale organico avviato al compostaggio, fuoriesce dai camion carichi di rifiuti, lasciano una scia di liquidi e scarti alimentari dall’odore nauseante, che vanno a costituire l’ennesimo pericolo per l’igiene pubblica.

Le aggressioni alla natura si moltiplicano ogni giorno, anche vicino a noi, anche dietro casa. Un situazione preoccupante, che ci dovrebbe interrogare sulla qualità dell’ambiente che stiamo lasciando alle future generazioni. Una domanda che dobbiamo porci ogni qual volta siamo tentati di tapparci il naso e girarci dall’altra parte.

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