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Ato4, FI: “Sull’aumento del 9% perché la conferenza non è stata in grado di fare

I Sindaci di Fondi e Sperlonga: "Da parte dei sindaci di centrosinistra si è arrivati solo ad una semplice bocciatura"

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Il Faro on line – “La Conferenza dei sindaci dell’Ato 4, riunitasi ieri, era chiamata a discutere una serie di punti all’ordine del giorno tra cui il più importante riguardava la determinazione delle tariffe del servizio idrico integrato che si sarebbe dovuta proporre all’Autorità Nazionale di controllo (Aeegsi) entro il 30 aprile scorso. Purtroppo questo non è avvenuto e tale inadempienza ha determinato una diffida alla quale il soggetto gestore ha risposto con una sua istanza di aggiornamento delle tariffe con una previsione di aumento del 9% nel 2016. La tariffa viene determinata secondo rigidi parametri tecnici del Metodo Tariffario Idrico (Mti) imposti dall’Autorità di controllo e pochi sono gli spazi di manovra riservati ai sindaci che però la conferenza non ha nemmeno tentato di valutare” – lo dichiarano in una nota i Sindaci di Fondi, Monte San Biagio e Sperlonga.

“La mancata presentazione – prosegue la nota – di una propria proposta dimostra come l’Ato 4, ed i sindaci che dopo le elezioni amministrative 2016 dovrebbero essere maggioranza, non abbiano un’idea chiara di come procedere e di quali possano essere gli scenari che ci attendono, in primis l’ipotesi di ripubblicizzazione e le imminenti determinazioni da assumere in merito alla proposta di Acea di rilevare la quota del socio privato di Acqualatina. Purtroppo, fin dall’introduzione della proposta di deliberazione si è compreso l’orientamento, da parte della maggioranza dei sindaci civici e centrosinistra, di voler arrivare ad una semplicistica bocciatura della proposta senza però avere un’alternativa che potesse tradursi in un reale contenimento dell’aumento della tariffa o ancor più in una riduzione della stessa”.

“A fronte di detta situazione, che denota l’assenza di una guida propositiva dell’Ato 4, e testimonia come si sia costruita una anomala maggioranza politica a più anime, abbiamo chiesto alla Conferenza lo sforzo di superare la proposta del gestore ed individuare una soluzione alternativa che tenesse conto in primis degli importi derivanti dai canoni ricognitori (oltre 4 milioni di euro che invece la maggioranza dei sindaci di centrosinistra nell’ultima conferenza ha deciso di ripartire tra i Comuni), dei contributi a fondo perduto messi a disposizione dalla Regione Lazio per i recenti, ed importanti, interventi nei Comuni di Ponza e Ventotene, di una possibile revisione del piano degli investimenti, ed infine di chiedere al soggetto gestore di individuare una soluzione per utilizzare parte dei suoi utili di esercizio per non gravare sulle tasche dei cittadini aumentando per esempio il fondo sociale per le utenze disagiate”.

“Non avendo avuto alcun riscontro a tali proposte abbiamo deciso di non partecipare alla votazione per non essere responsabili di un aumento che si sarebbe potuto evitare chiedendo una rivisitazione del metodo tariffario sulla base delle proposte effettuate. Di fatto la non approvazione della proposta, così come chiarito dalla stessa presidente dell’Ato 4, non determinerà alcuna riduzione della tariffa che sarà quindi maggiorata del 9% in virtù di un meccanismo automatico stabilito dall’Autorità di controllo che impone ai Sindaci di dover fare, obbligatoriamente, una proposta da sottoporre alla sua approvazione. Invece, la conferenza di ieri è stata utilizzata per esprimere un voto frutto di incapacità e demagogia che servirà, apparentemente e momentaneamente, a giustificarsi nei confronti dei cittadini ma che porterà quale unica conseguenza bollette più salate” – conclude il comunicato.

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