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Tasse aeroportuali, stop in arrivo

Meno soldi per i Comuni, che intanto proseguono la causa contro il Ministero. In discussione alla Camera la sospensione per l'ultimo quadrimestre

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Il Faro on line – Nel Decreto Enti Locali, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati, c’è anche una misura che prevede la sospensione per l’ultimo quadrimestre dell’anno di una tassa addizionale sugli imbarchi di Euro 2,50 introdotta a dicembre 2015.La “tassa d’imbarco” è stata istituita dalla finanziaria del 2004 (legge 350/2003) e si chiama in realtà ufficialmente “addizionale comunale sui diritti d’imbarco”: è dovuta ai Comuni che mettono a disposizione una parte del loro territorio come sedime aeroportuale. La tassa viene pagata da ogni passeggero sul biglietto in partenza dall’Italia, il gestore aeroportuale la versa allo Stato.

Pur essendo una tassa a beneficio degli enti locali viene gestita dal Ministero dell’Interno con opportuni trasferimenti.”A nostro giudizio afferma un comnunicato dell’Ibar (Italian Board Airline Representatives, è la Associazione che rappresenta direttamente 55 Compagnie Aeree – Italiane e straniere – operanti in Italia) il provvedimento va nella giusta direzione: una minore imposizione fiscale genererà effetti benefici per la clientela, per il settore del trasporto aereo e per l’economia del Paese in generale. Auspichiamo però che la sospensione appena decisa possa diventare quanto prima, possibilmente con un apposito intervento nella prossima Legge di Stabilità, una soppressione definitiva ed in questa occasione desideriamo incoraggiare il Governo a proseguire nella strada recentemente intrapresa da altri Governi Europei che, adottando provvedimenti volti alla riduzione delle imposizioni fiscali sugli imbarchi, hanno facilitato lo sviluppo della aviazione commerciale con ricadute positive per tutta l’economia”.

“Secondo una elaborazione della Iata, la sola introduzione di una tassa addizionale comunale di Euro 2,50 generava un saldo negativo di 750.000 passeggeri annui e la conseguente perdita di oltre 2200 posti di lavoro tra settore ed indotto. L’Ibar, insieme alle altre Associazioni di categoria, ha sempre sostenuto la adozione di politiche che, evitando di scoraggiare la crescente domanda di mobilità, contribuiscano alla crescita di un settore cruciale per l’economia nazionale come il trasporto aereo”.

Un introito che verrà meno al Comune di Fiumicino, anche se – va detto – lo Stato è molto indetro nei pagamenti e comunque non eroga quanto dovrebbe ai comuni aeroportuali. Non an caso c’è una “rivolta” in contro proprio dell’Ancai (l’associazione dei comuni aperoportuali) affinché vengano rispettate le competenze da erogare ai singoli Comuni.

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