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Giappone, l’imperatore Akihito alla nazione: “Io invecchio, il Paese non si fermi”

Giappone, l'imperatore giapponese Akihito manda un messaggio videoregistrato ai suoi sudditi

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Il Faro on line – “Quando penso che il mio livello di forma fisica sta gradualmente diminuendo, sono preoccupato che possa diventare difficile per me svolgere i miei doveri come il simbolo dello Stato con tutto me stesso come ho fatto fino ad ora”: lo afferma l’imperatore giapponese Akihito nel messaggio videoregistrato alla nazione. “Dato che siamo nel bel mezzo di una società in rapido invecchiamento, vorrei parlare di quello che sarebbe stato un ruolo desiderabile dell’imperatore in un momento in cui anche l’imperatore va avanti negli anni. Mentre, essendo nella posizione dell’imperatore, devo astenermi dal fare qualsiasi commento specifico sul sistema imperiale esistente, vorrei dire quello che, come individuo, penso”.

E’ stato alcuni anni fa, “dopo i due interventi chirurgici, che ho cominciato a sentire un calo nel mio livello di forma fisica a causa della mia età che avanza e ho iniziato a pensare al futuro, su come devo comportarmi qualora risulti difficile per me portare le mie pesanti mansioni nel modo in cui ho fatto, e ciò che sarebbe meglio per il Paese, per il popolo e anche per i membri della famiglia imperiale che seguiranno dopo di me”. Nel far fronte all’invecchiamento, aggiunge Akihito in uno dei passaggi del suo messaggio, “penso non sia possibile continuare a ridurre continuamente gli atti dell’imperatore nelle questioni di Stato e dei suoi doveri come il simbolo dello Stato. Una ‘reggenza’ può essere stabilita ad agire al posto dell’imperatore quando questi non possa adempiere le funzioni per motivi come mancanza della maggiore età o grave malattia. Anche questi casi, tuttavia, non cambia il fatto che l’imperatore continui a essere tale fino alla fine della sua vita, anche se non in grado di svolgere pienamente le funzioni”.

Quando l’imperatore ha problemi di salute e la sua condizione diventa grave, “io sono preoccupato del fatto che, come abbiamo visto in passato, la società si fermi e la vita delle persone siano influenzate in vari modi. La pratica della famiglia imperiale è stata che la morte dell’imperatore ha dato il via a eventi di lutto, quotidiani per due mesi, seguiti da eventi funebri per un intero anno. Questi diversi eventi si verificano in concomitanza con altri legati alla nuova era, mettendo a dura prova coloro che sono coinvolti, in particolare, la famiglia lasciato alle spalle. Viene di tanto in tanto chiedersi se sia possibile evitare una situazione del genere”.

 

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