Seguici su

Cerca nel sito

Richiedenti asilo: a Fondi la riunione dei Capigruppo

Il sindaco De Meo: "Non si condivide che gli arrivi siano semplicemente determinati dalla manifestazione di disponibilità di soggetti privati"

Il Faro on line – Si è tenuta presso la Casa comunale una riunione dei Capigruppo consiliari, che ha visto la partecipazione del Sindaco di Fondi Salvatore De Meo, avente ad oggetto l’accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati politici nel territorio del Comune di Fondi.
La questione, a livello provinciale, è stata oggetto di un vertice d’urgenza tenutosi Sabato scorso in Prefettura con i 33 Sindaci pontini, nel corso del quale è emersa la necessità di una maggiore concertazione che consenta una ripartizione equa sul territorio provinciale dei richiedenti asilo in fuga dai paesi di origine, che continuano ad approdare sulle coste italiane e vengono automaticamente dislocati in tutte le regioni.

La gestione dei rifugiati è prevalentemente in capo ad associazioni e cooperative private che hanno partecipato al bando indetto della Prefettura. Attualmente nel Comune di Fondi sono presenti n°284 profughi, alloggiati presso strutture private che si sono impegnate a garantire le attività correlate per l’accoglienza e il riconoscimento dello status di rifugiato politico.

A riguardo, nel corso del vertice in Prefettura il Sindaco ha lamentato di non essere stato preventivamente informato dei nuovi arrivi e ciò ha generato una inevitabile confusione su quale posizione abbia in merito il Comune, che invece ha scelto di non partecipare al progetto Sprar – Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati e al bando della Prefettura di Latina.

Tale decisione è motivata dalla difficoltosa attuazione di un’efficiente politica di integrazione per gli immigrati stanziali nel nostro territorio, che rappresentano oltre il 10% del totale della popolazione, in ragione di una forte vocazione agricola e zootecnica che ne attrae la forza lavorativa.
“E’ comprensibile – afferma De Meo – che la cittadinanza non sempre riesca a distinguere tra coloro che in questo momento stanno vivendo un’emergenza umanitaria e chi invece è in città in forza di un permesso di soggiorno concesso dalle autorità competenti soprattutto per ragioni lavorative. Le preoccupazioni su tali arrivi nascono anche dalla croniche difficoltà in cui versano le locali Forze di polizia, già alle prese con il difficile presidio di un vasto e popoloso territorio che in alcune aree registra una notevole presenza di immigrati stanziali”.
Nel corso della riunione in Prefettura il Sindaco di Fondi ha rappresentato l’impossibilità, per le ragioni suesposte, di poter garantire ulteriori arrivi nella città, auspicando che essi vengano distribuiti equamente sul territorio provinciale, soprattutto in quei Comuni che al momento non registrano alcuna presenza.
“Non si condivide – prosegue De Meo – che gli arrivi siano semplicemente determinati dalla manifestazione di disponibilità di soggetti privati, i quali dovrebbero effettuare maggiori verifiche sull’idoneità dei luoghi e sulla effettiva capacità di un’accoglienza la più possibile integrata alla comunità. Il problema immigrazione non riguarda solo le Istituzioni ma deve necessariamente vedere il coinvolgimento e la responsabilità di tutta la cittadinanza, e in modo particolare dei proprietari di abitazioni sfitte. Pur volendo comprendere le esigenze di un libero mercato riteniamo che essi dovrebbero opportunamente valutare gli effetti sul territorio onde evitare una eccessiva concentrazione che inevitabilmente incide sulla qualità della vita degli stessi immigrati. A riguardo, oltre agli specifici controlli sulle strutture convenzionate con la Prefettura, di concerto con le altre Forze di polizia l’Amministrazione comunale ha avviato accertamenti sulle abitazioni private per verificarne la regolare locazione ad immigrati. In merito si ribadisce che la responsabilità di eventuali irregolarità contrattuali, fiscali e urbanistiche ricade sui proprietari delle abitazioni, così come l’eventuale accertamento di immigrati irregolari”.