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Il Karate alle Olimpiadi. Le impressioni di Stefano Maniscalco e Michele Giuliani

I campioni del tatami, delle Fiamme Gialle, esprimono il loro pensiero a margine della decisione del Cio, del 3 agosto scorso

Il Faro on line – Soprattutto loro, i più felici. Gli atleti. I karateka. Sono loro che ogni volta, vestendo il karategi, salgono sul tatami e danno il cuore. Il cuore di un samurai. E mostrano, agli spettatori e agli appassionati di karate, i valori in cui essi credono. Vestendo, una medaglia al collo.

E spesso, è accaduto anche a loro. I campioni delle Fiamme Gialle. Stefano Maniscalco e Michele Giuliani. Il primo, pluricampione mondiale, 5 volte campione continentale e vicecampione europeo in carica, dei + 84kg e capitano della Nazionale Senior Fijlkam, mentre il secondo, campione europeo per tre volte. Con una medaglia d’oro, ai World Games, edizione 2005. Della categoria attuale, dei 67kg.

Soprattutto loro, dunque, i più felici. E a quelle alzate di mano, dei membri del Cio, tutte insieme, a dire al mondo dello sport, che il karate è finalmente entrato all’interno della gold list olimpica, ha esultato il loro cuore. E sul tatami, dimostreranno ancora, di essere quegli atleti olimpici, che hanno sempre sognato, di essere. Allora, arrivano da dentro, le loro parole, a margine, di questo evento sportivo importante. Epocale. Per tutto il movimento, della Wkf.

In questo modo, hanno espresso, la loro soddisfazione, ai lettori de Il Faro on line :

Stefano Maniscalco
“Le mie emozioni sono fantastiche. Straordinarie. Per una vita ho aspettato questo momento. E’ stato il più bello, della mia vita da atleta. Dopo aver vinto tutto, Mondiale, Europeo, Giochi del Mediterraneo e Golden League, questa è stata una sorpresa fantastica. Si aprono degli scenari. Sia per le Fiamme Gialle, che per la Nazionale. Come atleta e come tecnico. Il sogno è quello di poter andare un giorno, alle Olimpiadi. Stando dentro il karate, nel programma olimpico, posso sognare di partecipare. Già questo, oggi è importante. Posso dire di essere un atleta olimpico”.

Michele Giuliani
“E’ un premio per tutti quelli che fanno del karate, una ragione, uno stile di vita e che grazie ad esso, hanno vissuto e vivono forti emozioni. Vincere i Giochi del Mediterraneo a Pescara nel 2009, mi fece capire solo in minima parte, cosa significava appartenere a discipline olimpiche. In quella manifestazione, eravamo tutti insieme. C’era Casa Italia, ci allenavamo al Villaggio. Incontrare campioni di altre discipline viste solo in tv, era stato emozionante. Condividere l’amore per quello che fai, con altri ragazzi di svariate discipline, che sono lì come te, per lo stesso motivo, di vincere una medaglia, è stato straordinario. E’ un atmosfera difficile spiegare, va vissuta ! Per quanto riguarda, il mondo del karate, era inevitabile che entrassimo nel programma a Cinque Cerchi. In ogni angolo del mondo, lo si pratica”.

Dal cuore di un karateka, al cuore del sogno olimpico. Tokyo 2020 è là, oltre Rio.