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Alitalia Maintenance Systems, i dubbi dei sindacati sul piano della Iag

Ams-Iag, un «piano» troppo debole. Poche garanzie per i lavoratori, prospettive incerte sulle commesse

Alitalia Maintenance Systems, i dubbi dei sindacati sul piano della Iag

Il Faro on line – Non è stato affatto positivo l’incontro presso il Ministero dello sviluppo Economico sulla situazione dell’Alitalia Maintenance System e sul piano della IAG (International Aerospace Group) rappresentata dal proprio management. Il summit è stato necessario a seguito dell’aggiudicazione da parte di IAG del diritto di acquisto degli asset di AMS in fallimento assegnata dal giudice fallimentare dopo la conclusione dell’asta che ha visto coinvolte più Aziende.

Le perplessità

Come accennato, le impressioni dei sindacati, dopo l’incontro tenutosi al Mise il 9 scorso, non possono ritenersi positive e le organizzazioni escono da questo primo round insoddisfatte e dubbiose sulla solidità economico finanziaria della IAG per rilanciare Alitalia Maintenance Systems. Il piano presenta al momento insufficienti volumi di attività su motori tali da poter riassorbire i tutti i livelli occupazionali una volta presenti in AMS. Un piano giudicato «debole» per rilanciare una eccellenza come AMS.

Pochi rioccupati previsti

Preoccupa sopratutto il numero scarso dei rioccupati, che avvalora la tesi che la IAG sia una società troppo piccola rispetto alle ambizioni e al livello AMS. Mise e Regione sono pronti a collaborare a patto che ci sia un piano sostenibile e credibile e numeri rioccupati ben diversi da quelli mostrati al tavolo.E garanzie su alcune attività menzionate nel piano, fuori portata da AMS per tempi, certificazioni da acquisire e risorse da investire.Dalla Filt CGIL passando per la Fit CISL, Uiltrasporti e per chiudere con al UGL Trasporto aereo, le domande si sono concentrate su numeri e risorse da investire.

Scarsi volumi

Secondo i sindacati il piano industriale dovrebbe avere volumi più consistenti allo scopo di favorire nel tempo il pieno riassorbimento occupazionale. «Abbiamo ragione di credere – affermano in una nota congiunta – che il posizionamento di mercato di riferimento della società che si propone di dare continuità alle attività di manutenzione e revisione dei motori, APU e componenti, debba consolidarsi anche attraverso una forte commessa e da contratti pluriennali che garantirebbero stabilità come buona base di partenza oltre a progetti di natura industriale finalizzati allo sviluppo e all’acquisizione di risorse economiche aggiuntive eventualmente messe a disposizione dagli enti istituzionali. Siamo fermamente convinti della necessità di ridare prospettive industriali e il giusto lustro alla società AMS, preservando le attività del tessuto produttivo del trasporto aereo dell’aeroporto di Fiumicino , nonché patrimonio del paese e della Regione Lazio.

Cabina di regia

Riteniamo imprescindibile e prioritario il ruolo e la funzione di regia delle istituzioni volto alla gestione della vertenza, di supporto alle istanze sindacali che non possono prescindere dai livelli occupazionali e da una ripresa certa e solida, elementi ribadiamo, indispensabili per l’individuazione delle più idonee soluzioni industriali atte alla salvaguardia occupazionale”.

Nuovo incontro

Qualora la procedura di acquisto da parte di IAG dovesse ufficializzarsi nei modi e nei tempi previsti, – concludono – sarà necessario un prossimo incontro con le istituzioni e parti sociali al Mise, per il completamento della vertenza in atto e per la definizione delle dinamiche relative al progetto industriale. Sarà nostra cura tenere tempestivamente informati i lavoratori e le lavoratrici della società AMS, sugli sviluppi della vertenza in atto e sulle iniziative successivamente da intraprendere”.