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La falegnameria dove si costruisce il futuro

La storia (a lieto fine) di Arben ha 30 anni, un passato burrascoso e il grande desiderio di diventare falegname

Il Faro on line – Arben ha 30 anni, un passato burrascoso e il grande desiderio di diventare falegname. Potrebbe sembrare quasi banale, ma quando si nasce e si vive in un contesto come quello dell’Albania, un Paese per certi versi “moderno”, ma ancora legato a tradizioni ancestrali come la vendetta, l’onore e la disparità di genere e dove la globalizzazione ha portato i suoi frutti peggiori, anche trovare un lavoro e vivere dignitosamente è un’utopia. L’Albania, soprattutto le zone del nord, è una nazione con una situazione economica e culturale arretrata, nella quale si manifestano tante forme di povertà. La peggiore di tutte, forse, è l’assenza di prospettive e speranze per il futuro, un vero e proprio schiaffo a migliaia di giovani albanesi in difficoltà, che spesso si rifugiano nell’alcol e nelle droghe per sfuggire a una realtà troppo difficile da accettare.

In un contesto del genere è nata la Comunità Terapeutica Don Antonio Sciarra, un centro di recupero gestito dall’Associazione Papa Giovanni XXIII che si occupa di aiutare e salvare centinaia di ragazzi tossicodipendenti attraverso un percorso personale, psicologico e umano, che va oltre la semplice prevenzione o la terapia farmacologica. Un vero e proprio “viaggio” alla riscoperta di se stessi, che termina con un lavoro sicuro e l’indipendenza economica.

Il progetto

Arben è solo uno dei tanti ragazzi che lavorano nella Falegnameria Sociale, il progetto più importante della Comunità, un’attività che offre ai giovani in difficoltà un percorso di formazione professionale volta a insegnare loro un mestiere: “A settembre dello scorso anno alcuni ragazzi hanno iniziato a fare un corso di falegnameria – racconta Toni di Loreto, responsabile della Comunità -. Per tre mesi hanno imparato a disegnare mobili, poi verso dicembre hanno iniziato a lavorare in una falegnameria che si trova a 20 km dalla nostra casa, dove hanno imparato il lavoro manuale”. Questa attività, spiega di Loreto, è gestita da uno dei falegnami più importanti del Paese, Davide Nenshat, che ha instaurato con i ragazzi della Comunità un bel rapporto di collaborazione, insegnando loro le tecniche di incisione più moderne e diventando per molti un modello da seguire.

Il percorso

La falegnameria – aperta grazie ai fondi della Caritas italiana e di Ipsia Albania – fa quindi parte di un percorso di recupero “completo” della persona, che mira al reinserimento dei ragazzi nella società dando loro gli strumenti necessari per emanciparsi e iniziare una nuova vita lontano dall’alcol e dalle droghe.

L’opportunità

Dopo anni di dipendenza da eroina e superalcolici, dopo il fallimento della prima terapia e quando tutto ormai sembrava perduto, Arben ha bussato alla porta della Comunità Terapeutica Don Antonio Sciarra e qualcuno ha aperto e lo ha accolto. Tutto ciò è stato reso possibile grazie alla passione e alla volontà di persone che credono in queste giovani vite e nel loro recupero, nonostante la difficoltà che si incontrano operando in contesti così complessi. Ora il futuro non fa più paura, ora ad attendere Arben c’è la vita.

(liberamente tratto da Sempre, periodico della Comunità papa Giovanni XXIII)