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Le api stanno scomparendo. Colpa dei pesticidi

La ricerca, pubblicata su “Nature Communications” e guidata dal Centre for Ecology and Hydrology, ha esaminato l’esposizione di 62 specie di api alla classe di pesticidi chiamati neonicotinoidi nell’arco di 17 anni

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L’utilizzo di pesticidi neonicotinoidi nei campi di colza determina un impatto negativo sulle api, causandone la moria. Tale correlazione tra l’uso di insetticidi neurotossici – derivati della nicotina e introdotti in alternativa al para-diclorodifeniltricloroetano (Ddt) dopo che questo è stato bandito in diversi Paesi tra i quali l’Italia a partire dal 1978 – e il declino delle popolazioni di api selvatiche è stata oramai, e in modo incontrovertibile, accertata da uno studio inglese.

La ricerca, pubblicata su “Nature Communications” e guidata dal Centre for Ecology and Hydrology, ha esaminato l’esposizione di 62 specie di api alla classe di pesticidi chiamati neonicotinoidi nell’arco di 17 anni, confermando, così, gli studi condotti da Dara Stanley, docente di ecologia vegetale all’Università nazionale d’Irlanda, nel 2015.

Tra il 1994 e il 2011, cioè nel periodo in cui è stato introdotto su vasta scala commerciale l’utilizzo dei neonicotinoidi nei campi destinati alla coltivazione della colza, i ricercatori – coordinati da Ben A. Woodcock del Centre for Ecology and Hydrology di Wallingford (Regno Unito)-  hanno indagato sulle variazioni nelle popolazioni di 62 specie di api selvatiche, rilevando un declino delle api in media tre volte maggiore tra le specie che si nutrivano nei campi di colza rispetto a quelle che invece ricavavano il nettare da diverse specie floreali, causato anche dalla perdita delle capacità di impollinazione.

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