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#Rio 2016, Conferenza Stampa di chiusura a Casa Italia. La soddisfazione del Presidente Malagò

Italia nona nel medagliere finale. Tante prime volte e di numerosi atleti. Tra di essi, spicca quella di Elia Viviani, nell’omnium. Malagò ammette: “Siamo nella Top Ten mondiale”

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Rio 2016, Conferenza Stampa di chiusura a Casa Italia. La soddisfazione del Presidente Malagò

Il Faro on line – Si è tenuta, a Casa Italia, il 21 agosto, in chiusura dei XXXI Giochi Olimpici di Rio 2016, la conferenza stampa di Giovanni Malagò. Il Presidente del Coni ha espresso la sua grande soddisfazione, per un bottino di medaglie cospicuo e prestigioso, per tutto il movimento italiano. L’Italia Team conquista il 9°posto nel medagliere finale, con 28 medaglie. Tra cui spiccano gli 8 ori (e il 200esimo nella storia italiana, conquistata da Fabio Basile, nel judo, in apertura della manifestazione), i 12 argenti e gli 8 bronzi, che gli atleti azzurri hanno conquistato, con impegno e talento, unico e tutto tricolore.

LA SODDISFAZIONE DEL PRESIDENTE MALAGO’
Rispetto alle edizioni precedenti, svoltosi a Pechino e a Londra, si aggiungono 3 argenti in più, nonostante un programma di gare penalizzante e i 50 metalli in totale, ottenute, da Russia e Cina. Insieme al Segretario Generale del Coni, Roberto Fabbricini ed al Capo Missione e Vice Segretario Generale, Carlo Mornati, Malagò ha ripercorso il torneo olimpico, descrivendo le sensazioni personali: “Ho provato un senso di fierezza, ogni volta che ho sentito l’Inno e visto sventolare il tricolore – ha sottolineato, la massima figura dello sport italiano, come indicato dal sito ufficiale, del Coni, di Rio 2016 – ringrazio la Federciclismo, la Federginnastica, la Fijlkam e la Federvolley, protagoniste comunque delle ultime gare”. Facendo riferimento, al numero delle medaglie ottenute, ha aggiunto: “Potevamo vincere qualche medaglia in più, anche se le indicazioni alla vigilia, erano pià pessimistiche”. Spesso, il Presidente del Coni, nei vari incontri con la stampa, in questa stagione sportiva, aveva parlato di questo. E sperava, che gli atleti azzurri potessero conquistare, più medaglie, possibili: “Credo che l’Italia abbia fatto una bella figura. Sono orgoglioso, non solo di essere Presidente del Coni, ma di essere,soprattutto un italiano”. E tanta gioia, i campioni e le campionesse azzurre hanno trasmesso.

ALCUNE MEDAGLIE AZZURRE, A RIO
Tra di essi, Niccolò Campriani ha saputo trionfare ben due volte, sul primo gradino del podio, ripetendosi nella carabina dei 50 metri, come fece a Londra 2012. Fabio Basile, nella prima settimana di gare, ha ottenuto la medaglia d’oro numero 200 nel judo, nella storia azzurra, che tutto il movimento tricolore aspettava con ansia. Elisa Di Francisca, seppur non confermandosi campionessa olimpica, ha messo al collo la medaglia d’argento, nel fioretto femminile, Gregorio Paltrinieri ha conquistato l’oro nei 1500 stile libero e Gabriele Detti, nella stessa gara, ha ottenuto il bronzo, aggiungendolo a quello vinto, nei 400metri stile e per la prima volta, nella storia del beach volley, Daniele Lupo e Paolo Nicolai hanno conquistato una medaglia olimpica. Un argento per loro, insieme al titolo di vicecampioni di Rio 2016.

L’ECCELLENZA DI CASA ITALIA
E mentre gli atleti vincevano e regalavano emozioni infinite, tutti a guardarli, non solo sui campi di gara, come spesso ha fatto anche il Presidente Malagò, ma anche a Casa Italia. Nel quartier generale allestito con cura e con stile italiano, sull’isolotto unito alla terra ferma, mediante un suggestivo ponte, il Made in Italy ha saputo vincere, la sua medaglia logistica, all’ombra dei Cinque Cerchi: “Ho sofferto molto in questi 16 giorni – ha confessato Malagò, come indica ancora, il sito del Coni, targato Rio 2016 – mi sono ammalato – ha precisato – ma avevo il dovere di esserci, sempre e comunque. Essere vicino agli atleti Tra loro”. Facendo riferimento poi, proprio all’accoglienza organizzata a Casa Italia, ha proseguito a dire: “Sono felice che tutti siano rimasti soddisfatti, del servizio offerto agli atleti. Merito sicuramente, del lavoro svolto dalla struttura guidata, dal Capo Missione Carlo Mornati. Casa Italia è stato il nostro fiore all’occhiello, costituendo un punto di riferimento, insostituibile”.

I NUMEROSI PODI ITALIANI E LA GIOVANE ETA’ DEGLI ATLETI
Nei 72 podi conquistati, come illustrato in conferenza stampa, l’età media dei medagliati, è stata quella di 21/27 anni. Un anno e mezzo in meno, rispetto a Londra 2012. Segno che il movimento italiano sta facendo molto, per dare spazio ai giovani e farli crescere, sin dai settori giovanili, delle varie federazioni e le conquiste, in campo internazionale, degli atleti in anni verdi, sono numerose.

E ORA ? ROAD TO TOKYO 2020
Si conclude allora, questa Olimpiade brasiliana, con le molte immagini scolpite nel cuore e nella mente, della fatica, delle lacrime, della gioia e delle tante medaglie che i campioni e campionesse, dell’Italia Team, hanno conquistato a Rio. E adesso, dopo i consueti festeggiamenti, si riparte. Tokyo 2020 attende.

Foto : www.rio2016.coni.it

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