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Monica Fasoli: “Consorzio Colle Romito, dopo 12 anni è arrivato il momento di dare spazio ad altri”

L’assemblea generale del consorzio dovrebbe essere un raduno pacifico dei 3000 proprietari, Ormai da anni è diventata una guerra

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Il Faro on line – Da Monica Fasoli Monica, Noi con Salvini, riceviamo e pubblichiamo. “In riferimento all’ articolo del 23 agosto del Presidente del Consorzio di Colle Romito mi trovo a contestare quanto dichiarato dal sig Catini. Voglio precisare che parlo a nome dei cittadini del consorzio, ormai stufi di questa gestione, da socia e da membro del coordinamento del gruppo di Ardea spesso citato da volantini e bizzarri modi dispendiosi per i soci, modi aventi l’unico fine di non accettare il torto.

L’assemblea generale del consorzio dovrebbe essere un raduno pacifico dei 3000 proprietari, dove l’amministrazione consortile mette al corrente i soci, discutendo vari punti dell’ordine del giorno del bilancio di previsione per ciò di cui è stato costituito il consorzio ossia: il mantenimento delle strade ( consorzio stradale dgls 1446 del 1918) , si discute delle opere volontarie, dando modo ai soci di aderire o non aderire liberamente dietro convocazione e si invita il Sindaco ad assistere perché parte delle strade sono vicinali e per questo il comune ogni anno da un contributo alla spesa.

Ormai da anni questa assemblea è diventata una guerra, proteste forti e grosse urla di diniego nei confronti del Presidente e facenti parte dell’ amministrazione, perché il consorzio viene gestito come se fosse un comune a sé, e dove il presidente invece di attenersi agli scopi statutari, lo gestisce come fosse un’impresa privata. Basti pensare che in quest’ultima assemblea ha incaricato personale della vigilanza a presiedere, operatori pagati ovviamente dai soci, al solo fine di garantire per lui e la sua coda l’incolumità, oltre a far sì che non entrasse in assemblea chi faceva parte del comitato di quartiere, morosi e i non simpatizzanti. Cosa a mio avviso, poco democratica e ridicola. Un’assemblea deve essere pubblica, tutt’al più il moroso non ha diritto di replica ma l’impedire la partecipazione mi dà l’idea di modus operandi dittatoriale come del resto è l’amministrazione perché il socio che non è d’accordo o si becca una denuncia o viene maltrattato o escluso.

Tornando all’articolo, il presidente rimbecca le decisioni del Sindaco riguardo l’ordinanza di Febbraio, ma considerato che la denuncia era stata fatta per far emergere che i soci pagavano due volte per lo stesso servizio, era doveroso che il Sindaco prendesse carta e penna per firmare un’ordinanza lecita al fine di non avere più grane di quelle che questo consorzio si ostina a dargli.

Probabilmente il Presidente non ha capito che esistono le leggi in Italia, quelle sull’ambiente, sono anche molto severe, quindi è inutile che mette volantini contro partiti, manda informazioni errate ai soci, inveisce contro il Sindaco ecc..

Un Consorzio stradale non ha potere statutario per la raccolta del verde, i soci già pagano nella cartella della tari il servizio, e ancora meno non può avere un’isola ecologica per la raccolta degli ingombranti (dgls 158/2006); tutto questo è di competenza Comunale e mi stupisce, infatti, il fatto che il dirigente Arch. Terribili, abbia autorizzato il consorzio alla riapertura di 9 piazzole. Anche se nel parere dato favorevole specifica che possono essere utilizzate soltanto dal consorzio, avendo per dieci anni educato il socio a gettarci gli sfalci e le ramaglie, è sembrato come di voler aggirare l’ostacolo, con un parere fatto ad hoc, per far riprendere il servizio perché successivamente l’amministrazione consortile ha apposto dei cartelli invitando i soci a riutilizzarle e nessuno più ha contestato l’operato che va in netto contrasto rispetto alla decisione del Tar.

Nell’articolo Catini cita il Geometra Luigi Centore, che a mio avviso ha fatto un ottimo lavoro finora e che dovrà essere concluso, mi auguro, con la rimozione di queste chiacchierate piazzole che non hanno nulla di legale. Il consorzio stesso, spendendo più di 3000 €, ha incaricato un professionista del settore per uno studio di fattibilità dove si evince che la piazzola deve avere dei criteri di costruzione che hanno un determinato costo, ed essendo un opera volontaria deve essere approvata dai soci; una volta approvata il comune deve ridurre del 30% il costo della tari.

Voglio mettere in evidenza le a mio avviso scellerate spese su questo argomento in quanto, non contento della sentenza del Tar ( che avrà avuto dei bei costi), il 30 agosto si pronuncerà anche il Consiglio di stato. Intanto il Cda del consorzio ha approvato spese per circa 20.000 €, dando poi degli incompetenti a dirigenti, Sindaco e Giudici. E’ chiaro che per i gestori del consorzio è un argomento di grande interesse per combattere fino a questo punto, eppure bastava acquistare dei sacchi trasparenti e farsi prelevare al mattino il sacco dall’igiene Urbana mantenendo tutto in ordine e pulito.

In conclusione non trovo neanche giusto informare i soci delle supposte angherie sopportate dal comune, quando l’ente stesso, fino ad oggi, invece ha chiuso sempre gli occhi di fronte ad un’amministrazione personalizzata, ricordando che anni fa ci fu un ordinanza di demolizione dei dossi e il consorzio anche li fece ricorso al Tar, dove non si presentò nessuno; i dossi nonostante le tante segnalazioni degli utenti e denunce anche recenti (addirittura da parte di un consigliere comunale) si trovano ancora fuori norma; ricordiamo l’ordinanza di demolizione del gabbiotto della guardiania e anche li ricorso al Tar senza nessun esito, il mercato rionale che si svolge senza nessuna autorizzazione, l’impianto di illuminazione “pubblica”con appalto a 14 anni pagato dal consorzio. Insomma, per concludere, lo sfogo del Presidente del consorzio lo trovo fuori luogo come tutti i cartelli poco costruttivi e con informazioni fuorvianti che di continuo fa affiggere al solo scopo di non accettare che dopo 12 anni è arrivato il momento di dare spazio ad altri”.

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